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Il futuro degli Uffizi. Il direttore Schmidt: «Amo Vienna ma Firenze è casa mia»

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«Il mio lavoro agli Uffizi non è ancora finito: c’è ancora tanto da fare e non posso abbandonare proprio adesso. Ora le Gallerie sono ripartite, sono come un bolide lanciato a tutta velocità: non me la sento di andarmene nel momento in cui si cominciano a vedere i frutti del lavoro svolto in questi anni». Così il direttore del museo fiorentino Eike Schmidt commenta la notizia apparsa su alcuni media tedeschi e austriaci secondo i quali avrebbe rinunciato al suo incarico al vertice del Kunsthistorisches Museum di Vienna, in programma al via dal prossimo 1 novembre.

«Mi candido a un secondo mandato» «Voglio rimanere agli Uffizi e il primo passo perchè ciò possa accadere era quello di rinunciare all’incarico che avrei dovuto assumere a Vienna e ora mi candido a un secondo mandato – ha detto Schmidt interpellato dai giornalisti – Era chiaro che non ci potevano essere elementi ostativi e io spero che mi venga accordata questa possibilità di rimanere agli Uffizi». Quanto alle decisioni che prenderà il ministero dei Beni culturali guidato da Dario Franceschini, Schmidt ha osservato: «Sono di tanto in tanto in contatto con il dicastero per varie pratiche, naturalmente questo passo della rinuncia dovevo farlo io e non riguarda certo Roma ma la mia persona. Sul mio curriculum sarebbe stata una bella cosa poter mettere anche il museo viennese; ma io non vivo per il curriculum, per il mio epitaffio ma per la mia vita di storico dell’arte, per Firenze e per gli Uffizi. Il mio cuore è a Firenze». Ma perchè la rinuncia è arrivata solo a un mese dall’assunzione del nuovo incarico a Vienna? «Sono uscite storie fantasiose su questo aspetto. La questione della permanenza agli Uffizi non è stata legata alla mia persona – sottolinea Schmidt – quanto alla possibilità di poter portare avanti progetti molto importante e sul punto ora mi sento di dire che nella nuova condizione in cui siamo, adesso progetti come l’apertura del Corridoio Vasariano e i nuovi allestimenti delle Gallerie possono andare avanti. Considerando tutto ciò, ho deciso di ribaltare la mia decisione originaria di trasferirmi a Vienna e auspico di poter rimanere agli Uffizi. Ho avuto contatti positivi anche con il governo precedente ma su certe cose c’erano degli orientamenti diversi rispetto all’attuale esecutivo», ha precisato Schmidt.

«Vorrei rimanere per le tante cose belle che ci saranno da fare» «Ora agli Uffizi si stanno vedendo i risultati di tanti cambiamenti e riforme portate avanti con una squadra fantastica. Vorrei rimanere a Firenze per le tante cose belle e sfidanti che ci saranno da fare» Quanto alle indiscrezioni riportate dalla stampa austriaca, Schmidt ha detto: «Vi racconto i fatti per come sono avvenuti: sono stato a Vienna la scorsa settimana ed ho annunciato al Kunstistorisches la mia volontà di rinunciare alla direzione, dopo aver vinto due anni fa il con concorso. Non c’è stata nessuna telefonata con il ministro austriaco: ho solo comunicato questa mia volontà all’attuale direttrice del museo. Adesso si tratta di trovare una data per incontrare ufficialmente il ministro e formalizzare questa mia rinuncia. Tengo a dire che non lascio certo il Kunst senza paracadute: ho già preventivamente provveduto alla programmazione delle mostre per tutto il 2020».