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Futuro Mps. Sindaco di Siena: «Azione giudiziaria della Fondazione ultima chiamata per indennizzo alla nostra comunità»

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Un consiglio comunale a Siena monotematico per discutere sul futuro di Banca Monte dei Paschi. Un futuro che sembra allontanare sempre di più la banca più antica del mondo dalla sua città natale. E allora ci si interroga sul destino dei dipendenti ma si guarda al mantenimento della Fondazione Monte dei Paschi attraverso un rafforzamento patrimoniale. Come? Con indennizzi da ricercare nelle aule di tribunale mediante azioni giudiziarie contro la banca. «Necessario portare avanti, da parte della Fondazione, un’azione giudiziaria autorevolmente sostenuta verso la Banca Mps». Questa la posizione espressa dal sindaco di Siena Luigi De Mossi intervenendo oggi al consiglio comunale monotematico sulla Banca Monte dei Paschi di Siena, in corso nella sala Italo Calvino del Complesso museale Santa Maria della Scala della città del Palio. Oltre a Giunta e consiglieri di maggioranza e minoranza, sono presenti il presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli, il presidente della Fondazione Mps, Carlo Rossi ed alcuni dirigenti della stessa Fondazione e dell’Istituto di credito.

«Indennizzo per la comunità» «Il tema di cui dobbiamo discutere oggi è particolarmente grave – ha detto il sindaco -. E’ l’ultima chiamata per avere un indennizzo a favore della nostra comunità. Questo è il momento in cui non dobbiamo difendere una ragione o un torto, ma il futuro di Siena e dei suoi cittadini». E rivolto a tutti i consiglieri comunali, soprattutto di minoranza, ha detto: «Vi prego di spogliarvi dall’appartenenza politica per arrivare ad avere una idea complessiva unitaria e di una politica più alta per tutelare le ultime risorse del nostro territorio: Le decisioni che verranno prese oggi saranno decisive per le nuove generazioni ed il futuro di Siena. E’ quindi necessario portare avanti, da parte della Fondazione, un’azione giudiziaria autorevolmente sostenuta verso la Banca Mps, che consenta con fermezza di mettersi intorno ad un tavolo con il ministero dell’Economia in una posizione più stabile rispetto a quello che sta succedendo in questo momento».

«Doveroso riaffermare ruolo politica» «La Fondazione Mps deve fare causa alla banca per avere un indennizzo; sarà una partita fra tecnici, ma era doveroso riaffermare il ruolo della politica nell’interesse della città» ha ribadito il sindaco De Mossi. Di fronte alla domanda se valesse la pena correre il rischio di perderla la causa, De Mossi ha risposto «Sì certamente, anche perché nell’ambito di una causa c’è sempre la possibilità a  un certo punto di mettersi a un tavolo e strappare il male minore con una transazione. Il primo passo è introdurre l’azione giudiziaria, poi eventualmente ci si mette a un tavolo e si guarda se siamo più forti noi o sono più forti loro» ha sottolineato il sindaco di Siena.

«Crisi di governo? Per noi più tempo per trattativa su Mps» Una eventuale crisi di Governo «ci darebbe più tempo per una trattativa su Mps» ha poi aggiunto il primo cittadino ai giornalisti che gli chiedevano come un’ipotetica crisi dell’esecutivo potesse incidere sul futuro della banca senese. «La crisi di Governo all’inizio sembrava una tempesta in un bicchier d’acqua ma poi le vicende romane sono imperscrutabili; però quello che succede a Roma forse non lo sanno nemmeno i politici in questo momento».

«Bce convitato di pietra» Tante al momento le ipotesi sul futuro di Mps: dalla fusione alla creazione di una mini banca. Quale è la migliore secondo il sindaco De Mossi? «La migliore la decide il tavolo tecnico quando verrà riunito. Io in questa fase non ho un’idea precisa – spiega il primo cittadino – , c’è un convitato di pietra, la Bce che è sopra tutte queste vicende. Secondo me lo snodo è lì, dobbiamo riferirci alla Bce e a quello che l’Europa ci consentirà di fare o non fare. Io sono un europeista, sia chiaro, ma oggi non ci sono solo la Banca d’Italia e la Consob che ti dicono cosa fare, sopra loro c’è la Bce. Per questo sono incerto su che strada intraprenderemo, il convitato di pietra detterà alcune regole e quindi ci sarà un ragionamento su azioni, soldi, partecipazioni. E’ tutto in divenire».

La reazione del Mef E quale potrebbe essere la reazione del Mef alla richiesta del Consiglio comunale di Siena? «Un po’ di autonomia l’abbiamo – ha detto De Mossi – Non so quale possa essere la reazione, loro fanno le loro valutazioni tecniche e noi le nostre. Io ho grande rispetto per il Mef ma non mi faccio condizionare dai tecnici. Credo che sia la politica a decidere queste cose, e la politica ha un’autonomia e noi abbiamo un’autonomia comunale e la sfruttiamo fino in fondo». Già, ma un tempo non si diceva ‘Fuori la politica dalla banca?’ «Una certa politica ha rovinato la banca, in questo caso la politica servirebbe per avere un indennizzo nei confronti della Fondazione  – spiega De Mossi – dopo di che certamente la politica deve essere fuori dalla banca, non c’è dubbio. Se si pensa di governare la banca con la politica partitica è chiaro che davanti a tecnici davvero preparati delle altre banche poi ti ritrovi in queste situazioni. Ora si tratterebbe di avere un indennizzo per la Fondazione rispetto a comportamenti partitici effettuati in precedenza» conclude il sindaco di Siena.