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L’allarme. Arpat, i sindacati «Meno ispezioni, meno controlli, più rischi per l’ambiente e per la salute dei toscani»

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Foto pagina Fb Arpat

Meno ispezioni, meno controlli, meno personale, di conseguenza più rischi per l’ambiente e per la salute dei toscani: Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao Assomed, Rsu e Rsa Arpat lanciano l’allarme per l’Agenzia regionale che garantisce la prevenzione e la tutela ambientale.

«Piano straordinario di assunzioni» I sindacati chiedono un piano straordinario di assunzioni autorizzato e finanziato dalla Regione Toscana: «Servono decine di assunzioni – spiegano i sindacati in una nota – . Non chiediamo aumenti salariali o migliori condizioni di lavoro, ma chiediamo alla politica di guardare lontano, di tutelare l’ambiente in cui viviamo, preservare la nostra salute e per fare questo è assolutamente indispensabile un intervento di questo tipo. L’importanza della tutela ambientale nell’attuale agenda politica di tutto il mondo sta crescendo, le mobilitazioni dei giovani di Fridays For Future hanno lasciato il segno. La Regione Toscana – prosegue la nota – ha in Arpat uno strumento potentissimo, non deve deteriorarlo bensì usarlo e rafforzarlo: dopo la legge adesso servono le risorse». «Senza risposte alle nostre richieste, la mobilitazione e la proteste continueranno e si accentueranno, fino al blocco degli straordinari perché i lavoratori sono stufi di coprire i buchi delle carenze di organico», aggiungono i sindacati.

I numeri L’Agenzia nasce nel 1996 e nel 2009 raggiunge il numero massimo di oltre 800 lavoratori (tecnici della prevenzione, chimici, fisici, biologi, geologi, ingegneri, ecc.). Oggi tra comparto e dirigenza sono poco più di 650 sparsi in 15 sedi di lavoro, 12 dipartimenti, 3 aree vaste con il compito di tutelare tutto il bellissimo e variegato ambiente toscano. Negli ultimi 5 anni il calo delle attività è particolarmente evidente con una riduzione del 30% per le ispezioni sul territorio (da quasi 4.900 del 2013 a poco più di 3.300 nel 2018) e per il 20% di pareri emessi (da 5mila circa del 2014 a meno di 3.600 del 2018).