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E’ Palio. De Mossi, Salvini e i rintocchi di Sunto, Siena trionfa comunque ‘immortale’

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Sotto un sole finalmente estivo con 34 gradi segnati dal termometro, Siena si prepara a vivere il Palio di luglio, quello dedicato alla Madonna di Provenzano, con il rituale che da almeno fine ‘800 lo accompagna e con l’attesa delle grandi occasioni. I turisti hanno letteralmente preso d’assalto la città toscana e a poche ore dalla Carriera, bar, gelaterie e ristoranti sono pieni di gente. E’ il trionfo dei pici, delle tagliate e del vino che scorre abbondante sotto un sole che sicuramente aiuta la sudorazione non certamente la digestione. Patatine fritte, hamburger e birre rigorosamente in bicchieri di plastica, completano il quadro. Ma il fascino – o il declino – delle città d’arte è anche questo. Ristoro sicuramente per gli occhi di Gian Marco Centinaio neo ministro dell’agricoltura con delega anche al turismo che oggi sarà proprio a Siena per vedere una delle tradizioni più antiche del Bel Paese direttamente con i suoi occhi. E avrà di che rimaner stupito l’esponente leghista se, come è vero e nelle premesse, questo Palio, incerto come non mai, promette di regalare di emozioni a non finire come e più che da sua tradizione. Chi di emozioni ne sta vivendo a ‘vagonate’ è il sindaco Luigi De Mossi. Dopo 74 anni è toccato proprio a lui invertire una tendenza che vedeva Siena roccaforte della sinistra. Con lui, nicchiaolo di nascita, il centrodestra ha espugnato la città riconquistando la Balzana.

E oggi non mancheranno di rimarcarlo affacciandosi dalle trifore di Palazzo Pubblico Matteo Salvini, Mara Carfagna, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni e Gian Marco Centinaio, appunto. Come dire, la città è nostra e adesso vediamo cosa succede. Del resto non è andata giù a molti senesi la conferenza stampa che il ministro degli interni Salvini terrà proprio durante lo svolgimento del corte storico questo pomeriggio. ‘Un saluto alla città – lo ha definito il sindaco De Mossi nel suo incontro con i giornalisti di questa mattina – se esponenti del Governo vengono a render onore alla festa della città, dei senesi e dei contradaioli, non ci vedo niente di male. Abbiamo bisogno adesso più che sempre – ha concluso – di rapporti nazionali ed internazionali per sviluppare i progetti che Siena si merita’. Di sicuro Salvini non si farà pregare. Aveva auspicato la sua presenza al Palio in occasione del suo intervento alla chiusura della campagna elettorale di De Mossi e la promessa è stata immediatamente mantenuta.

Ma a scandire il tempo a Siena nelle ore di Palio, più che gli esponenti della politica nazionale, sono i rintocchi di Sunto, il campanone posizionato alla sommità della Torre del Mangia. Ed allora imbattersi nei vicoli delle dieci contrade che tra poche ore si contenderanno il Drappellone realizzato da Emilio Giannelli è un viaggio tra il mistico e l’ascetico. Un silenzio surreale carico di speranza ti trapassa il cuore. Negli sguardi e nei respiri dei contradaioli ci sono tutte le attese di anni di passione e amore per la propria città e la propria appartenenza. Un’attesa che in tre giri di piazza fa trattenere il respiro fino al giubilo finale o ti strozza l’urlo in gola nell’attesa della prossima Carriera. Nell’attesa che tutto questo anche oggi si compia Siena continuerà, come sempre, a trionfare, immortale.