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Più sicurezza. Il Vigile di quartiere arriva in città e le guardie vigileranno su treni e ospedali

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Città più sicure in Toscana con il Vigile di quartiere, pattuglie a piedi che lavorando nelle strade ne imparano a conoscere la realtà quotidiana e diventeranno punto di riferimento per i commercianti e deterrente per i cittadini poco onesti. La giunta regionale pagherà per tre anni gli stipendi di settanta od ottanta nuovi agenti che saranno assunti. Almeno una dozzina i territori coinvolti e uno solo il paletto: l’impiego effettivo in strada e nelle piazze, individuate di concerto con i sindaci e i Prefetti. E’ prevista anche un’adeguata formazione e un esame finale.

Il Vigile di Quartiere Il vigile di quartiere, quello conosce il territorio e i suoi abitanti: un agente, anzi tre coppie distribuite su altrettanti turni in modo da coprire tutto il giorno e buona parte della notte. Se la polizia è sotto organico, anche i vigili urbani in molti comuni sono infatti in sofferenza e spesso le amministrazioni comunali non hanno risorse o possibilità di assumerne altri. La Regione si accollerà la spesa per tre anni, per circa 3 milioni di euro l’anno. Naturalmente la formazione dei vigili di quartiere sarà definita assieme alle forze dell’ordine, così come la modalità di presidio del territorio e le interconnessioni con gli altri agenti di Polizia Municipale, Poliziotti e Carabinieri.

Telecamere e animazione La Regione Toscana dal 2016 ha anche finanziato con oltre 3 milioni e 250 mila euro 171 progetti di videosorveglianza in ben 228 comuni, l’83% per cento dei 274 di tutta la Regione. Finora sono stati investiti 900 mila euro su nove progetti pilota, ciascuno ritagliato sulle criticità specifiche dei singoli territori: sei sono già attivi, a Firenze, Prato, Lucca, Pisa, Livorno e nell’area dell’Osmannoro tra Sesto e Campi Bisenzio, tre sono in partenza proprio in queste settimane, a Montecatini Terme, ad Arezzo e a Grosseto.

Guardie su treni e in ospedale Un altro milione di euro l’anno sarà speso per la sicurezza sui treni, nei bus e al pronto soccorso. Lo stesso sarà studiato, sulle linee più ‘calde’, per i bus, dove alcuni gestori si sono già dichiarati disponibili a partecipare alla spesa. Vigilantes saranno presenti anche nei pronto soccorso degli ospedali, frequentati durante tutto l’anno da milione e 250 mila persone. Si pensa pure ad una app che consenta ai capotreno di individuare l’eventuale presenza (e in quale carrozza) di un poliziotto in borghese a bordo: da anni la Regione ha infatti una convenzione con Guardia di Finanza, Polizia, Polizia penitenziaria e Carabinieri a cui paga il trasferimento da casa a lavoro, in cambio loro sono pronti ad entrare in azione in caso di necessità e solo nel 2017 ci sono stati duecento interventi che hanno portato a fermi ed arresti.