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“Atlantico Tour”. Da analogico a digitale, doppio concerto per Marco Mengoni

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Lo show di Mengoni cresce: non solo per il percorso straordinario che in pochi anni ha portato Marco ad essere uno dei protagonisti più interessanti della scena musicale italiana, ma soprattutto perché realmente lo spettacolo “cresce”, “evolve” e “si trasforma” da analogico a digitale. In due ore la scenografia, volutamente scarna e minimale all’inizio, in un crescendo svela nel corso dello show parti inaspettate con elementi scenici rivelati poco alla volta, sorprendendo e spiazzando lo spettatore. “Atlantico Tour”, prodotto da Live Nation, è partito da Torino e martedì 21 e mercoledì 22 maggio farà tappa a Firenze: due serate al Mandela Forum, la prima è esaurita da settimane, per la seconda – aggiunta proprio per venire incontro alle richieste dei fan toscani sono ancora disponibili biglietti nei punti Box Office Toscana.

“Atlantico Tour” è uno show ideato da Marco Mengoni, un attesissimo ritorno live che arriva esattamente a tre anni dal debutto del tour precedente (era proprio il 28 aprile 2016). Dopo aver raccolto suoni, emozioni e colori di due anni di viaggi in ATLANTICO, il nuovo album di inediti già doppio platino con oltre 40 milioni di stream, questa volta il viaggio non è solo geografico, ma soprattutto inteso come evoluzione, trasformazione, crescita personale e artistica.

Preshow
L’esperienza per lo spettatore inizia già fuori dal palazzetto: ancora una volta sarà coinvolto in alcune speciali attività grazie a due particolari sezioni dell’App di Marco Mengoni, che conta ben 200 mila download. Nel foyer del palazzetto compariranno gli “Atlantico Gate”, particolari cornici che fungeranno da veri e propri ingressi che, utilizzando la tecnologia della realtà aumentata, condurranno il pubblico in tre diverse esperienze. Inquadrando con il telefono l’Atlantico Gate sarà possibile immergersi nelle prove del live, entrare sul set del video di Muhammad Alì a Ronciglione o raggiungere Sabaudia per camminare insieme a Marco sulla spiaggia della campagna “Planet or Plastic?”. Anche da casa si potrà vivere l’esperienza della realtà aumentata attraverso una speciale modalità descritta nella App. Alla fine della loro vita gli Atlantico Gate saranno donati all’Associazione Outsider, che da sempre si occupa dell’integrazione e del sostegno alle persone con disabilità e che darà una nuova vita ai materiali, valorizzandone il riciclo, realizzando oggetti come borse, sacche e accessori. Nell’attesa di vedere Marco salire sul palco, il pubblico sarà invitato a giocare al Marco Mengoni Live quiz, un omaggio al gioco interattivo più scaricato del momento – con 500.000 download e un milione di utenti attivi, che metterà alla prova tutti i fan, presenti e non, a colpi di domande e curiosità sul loro beniamino. Presentatore d’eccezione Alessandro Cattelan che, vista l’amicizia con Marco, si è prestato al gioco dopo la divertente partecipazione del cantautore ad EPCC che ha recentemente fatto anche il giro del web.

Facebook Quello di #MengoniLive2019 è un debutto davvero unico: per dare a tutti un’anteprima esclusiva dello show che Marco ha ideato per i suoi fan, anche a chi non fosse riuscito ad avere un biglietto per questa prima data da tempo sold out, è stata organizzata una diretta sulla sua pagina Facebook che, con la tecnica del Cross-Posting, è stata visibile sulle numerose pagine che hanno voluto condividere questo evento. Si tratta della prima volta che l’inizio di un concerto viene trasmesso in live streaming e su un numero così ampio di pagine media e digitali.

Il concerto
Uno spettacolo di quasi due ore sviluppato con Claudio Santucci per Giò Forma, che già ha collaborato con Marco al precedente tour. Il concerto è diviso in tre parti: nella prima prevale il bianco e nero ad evidenziare anche la linearità del palco. Nella seconda i colori invadono la scena e, in un crescendo, si arriva alla totalità dello show del terzo blocco. Sono tre anche i livelli che costituiscono la scena: un fondale industriale che delimita la scatola scenica, un vero e proprio muro di ferro e lamiera, da 7 tonnellate di peso, customizzato con barre led, a cui si sovrappone uno schermo trasparente ad altissima risoluzione (16 x 7 mt),  senza cablaggi a vista e realizzato su misura per questo show, in grado di scomparire completamente all’occorrenza e il kabuki sul proscenio che inizialmente cela l’intero impianto scenico. Le luci, curate da Jordan Babev, già collaboratore di Phoenix ed Editors, seguono il ritmo dello show e incorniciano la scena movimentata da 150 motori. Sono 500 i corpi luminosi e 12 le sorgenti laser di ultimissima generazione realizzati per l’occasione negli USA.