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O flos colende. Al via la rassegna di musica sacra, L’Opera di Santa Maria del Fiore celebra i 600 anni della Cupola del Duomo

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FIRENZE - coro foto Opera del Duomo Firenze/ Claudio Giovannini

Tosna dal 5 marzo all’11 settembre “O flos colende”, la rassegna di musica sacra ad ingresso libero promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore con la direzione artistica di Gabriele Giacomelli, che l’ha ideata nel 1997, anno delle celebrazioni per il VII centenario della fondazione della Cattedrale fiorentina. Una manifestazione giunta felicemente alla sua XXIV edizione e che si è imposta fin dall’inizio per la presenza di artisti di fama internazionale, ma anche per una programmazione spesso volta alla valorizzazione del patrimonio artistico-musicale legato alla storia della Cattedrale.

Ciclo di meditazioni quaresimali Come nelle ultime edizioni, gli appuntamenti concertistici di O flos colende trovano un loro preludio carico di significati spirituali nel ciclo di meditazioni quaresimali che il cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, terrà, nel Battistero di San Giovanni, ogni giovedì (ore 21.15) dal 5 al 26 marzo. Il tema scelto è stavolta la Passione di Cristo, secondo la narrazione evangelica di San Giovanni: sarà così proposta la suggestiva Passione secondo San Giovanni del fiorentino Francesco Corteccia, organista del Battistero nel Cinquecento. La sua esecuzione verrà suddivisa in tre serate, che intercorreranno le letture del Vangelo (a cura di Bruno Schirripa), le meditazioni del cardinale Betori e la musica di Corteccia; nella quarta e ultima serata verranno invece presentati brani, tratti dalla Missa in Dominica Resurrectionis Domini, in tempi recenti attribuita al medesimo Corteccia. Al noto musicologo fiorentino Mario Fabbri si deve invece la scoperta, nell’Archivio Musicale dell’Opera di Santa Maria del Fiore, della Passione in programma e la sua attribuzione a Corteccia, e sarà proprio l’edizione della partitura da lui approntata, a cinquant’anni da quel ritrovamento, ad essere riproposta. Le esecuzioni, a commento musicale delle letture e delle meditazioni, coinvolgeranno la Cappella Musicale della Basilica di S. Lorenzo in Firenze diretta da Umberto Cerini (5 marzo), il Coro Euphonios diretto da Elia Orlando (12 marzo), I Musici del Gran Principe diretti da Samuele Lastrucci (19 marzo), la Cappella Musicale della Cattedrale di S. Maria del Fiore guidata dal suo maestro Michele Manganelli (26 marzo).

Il programma Si collega strettamente al tema delle meditazioni quaresimali, l’appuntamento di martedì 31 marzo (ore 21.15), nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il primo vero e proprio concerto inaugurale di O flos colende: verrà eseguita la rara Passione secondo San Giovanni di Alessandro Scarlatti, figura di spicco del Barocco. È una pagina di profondo sentimento religioso, improntata a una severa corrispondenza fra il testo del Vangelo e la sua intonazione, affidata a cinque voci soliste, assieme a coro e orchestra. Seguendo la prassi dell’epoca, la Passione sarà inframmezzata da alcuni Responsori della Settimana Santa attribuiti allo stesso Scarlatti, che pare li avesse scritti per il gran principe Ferdinando de’ Medici. Ricreare il fascino di questa musica spetta a un celebre e amato specialista del repertorio come il direttore musicista pittore Federico Maria Sardelli, che nell’occasione guiderà i giovani strumentisti dell’Orchestra Vincenzo Galilei e le voci della Schola Cantorum Francesco Landini, entrambi provenienti dalla Scuola di Musica di Fiesole. E al fondatore della Scuola, Piero Farulli, il concerto è dedicato nella ricorrenza dei cento anni dalla nascita. La preziosa proposta riunisce anche le voci qualificate di Ettore Àgati (Evangelista), Elisa Verzier (Ancilla), Manuel Amati (Petrus), Christian Federici (Christus), Antonio Giovannini (Pilatus).

Celebrazioni dei 600 anni della Cupola L’Opera di Santa Maria del Fiore festeggia i 600 anni dall’inizio della costruzione della Cupola di Filippo Brunelleschi per il Duomo di Firenze con un variegato calendario di iniziative (Erta sopra e’ cieli”. I 600 anni della Cupola del Brunelleschi 1420-2020), e inaugura le celebrazioni con il concerto – inserito nelle programmazioni di O flos colende – intitolato La cupola armonica, che si terrà in Cattedrale giovedì 16 aprile (ore 21.15), ossia nel giorno in cui fu affidato a Brunelleschi l’incarico di costruire la cupola. A caratterizzare la particolarissima serata sarà la riproposta, per la prima volta dopo secoli in questa forma, dell’antica prassi di cantare e suonare dentro la cupola, che prevede una disposizione dei musicisti non soltanto sul pavimento sotto la cupola ma anche sugli alti ballatoi che corrono lungo il perimetro delle absidi e della cupola stessa. Un effetto acustico stupefacente che potrà essere apprezzato soprattutto nel repertorio più antico (saranno eseguiti i brani scritti da Guillaume Dufay per la consacrazione della Cattedrale, come il celebre mottetto Nuper rosarum flores). Culmine della serata sarà la prima esecuzione assoluta di Al sognatore di cupole, per coro, voci bianche e strumenti, appositamente composto da Salvatore Sciarrino, fra i più noti compositori contemporanei, su commissione dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Il Sognatore di cupole si articola in cinque sezioni, corrispondenti alle strofe del testo approntato dallo stesso Sciarrino, mettendo insieme alcune frasi di una dedica di Alberti a Brunelleschi, tratte dal Prologo del Trattato sulla pittura. A lungo il compositore ha studiato la particolare acustica della cupola, giungendo a una musica che valorizza le caratteristiche uniche, come il lunghissimo riverbero, di quello spazio. Interpreti della serata sono le Voci Bianche e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino con un nutrito gruppo di rinomati strumentisti, in formazioni che vanno dal consort di fiati rinascimentali (La Pifaresca) all’ensemble di sassofoni (il Furano Saxophone Quartett), diretti dallo statunitense Gary Graden, uno dei più rinomati esperti di musica corale. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.