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Torri di San Gimignano, l’Università di Siena valuterà il rischio sismico

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L’Università di Siena valuterà il rischio a cui sarebbero esposte, in caso di terremoti, le torri di San Gimignano. Con un progetto che vale oltre 700.000 euro, finanziati dalla Regione Toscana, un gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze della Terra, guidato dal professor Dario Albarello, metterà a punto e valuterà sul campo metodologie di studio non invasive e “leggere” che possano essere applicate a manufatti di grande interesse storico, inseriti in un contesto delicato quale quello del centro storico di San Gimignano, senza danneggiarli né interromperne il godimento parte deivisitatori. Tutto questo, oltre a migliorare lo stato delle conoscenze disponibili sulle torri di S.Gimignano, consentirà di guidare i futuri interventi di salvaguardia.


RiSeM – Il progetto “RiSeM” (acronimo che sta per Rischio Sismico di Edifici Monumentali), svolto con la collaborazione del Comune di San Gimignano e la partecipazione dell’Università di Firenze, ha ottenuto un bando di finanziamento della Regione Toscana dedicato alla ricerca in materia di Scienze socio economiche ed umane. I metodi di indagine riguarderanno sia le torri, con tecnologie Radar per valutare a distanza le modalità di vibrazione degli edifici sotto l’azione di un possibile evento sismico, sia il sottosuolo su cui poggiano, con misurazioni delle vibrazioni ambientali presenti naturalmente alla superficie del terreno. Le indagini verranno corredate da stime della pericolosità sismica del centro abitato condotta a partire da specifici studi sismologici, geotecnici e geologici, da studi specifici relativi alla storia dei manufatti analizzati, per valutare la loro evoluzione di forma e struttura nel tempo e definirne le modalità costruttive, e da modellazioni numeriche che avranno lo scopo di valutare i possibili danni attesi a seguito di terremoti.”Si tratta di un approccio interdisciplinare e avanzato – spiega responsabile scientifico, professor Albarello – che mira soprattutto allo sviluppo di nuove tecnologie e metodologie di indagine non invasive, fondate sulla integrazione di competenze provenienti da ambiti differenti come architettura, ingegneria strutturale, geotecnica, geofisica, geologia. Di grande interesse è lo stretto legame con le istituzioni locali che avrà come effetto l’immediato trasferimento sul territorio delle conoscenze acquisite”.


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