FIRENZE – La superstrada Firenze-Siena torna a scatenare l’inferno per gli automobilisti toscani.
Non bastano i cantieri eterni e le buche croniche: ora l’asfalto che si sfalda ha acceso i riflettori sulle responsabilità, con la destra che accusa aspramente e la maggioranza di governo che scarica le colpe su Roma.
I disagi quotidiani
L’Autopalio continua a essere un calvario per chi si sposta tra Firenze e Siena. I lavori, avviati anni fa con slittamenti infiniti, dovevano concludersi in parte entro primavera 2024 e del tutto entro fine 2023 o settembre 2024 per vari lotti. Siamo a febbraio 2026 e le speranze svaniscono: l’ultima emergenza ha visto l’asfalto cedere, imponendo la chiusura del tratto tra Greve e San Casciano e generando ingorghi epici. “La Regione deve agire subito”, attacca Marco Stella, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, puntando il dito contro i ritardi e i disagi sommati.
Le repliche dalla giunta
Non si fa attendere la risposta istituzionale. “Riconosco i problemi gravi per chi usa il raccordo, con proroghe continue e agende temporali allargate. Ma la Regione non ha autorità diretta sull’Autopalio, gestito da Anas e dal Ministero dei Trasporti. Continueremo a vigilare e spingere, sollecitando il ministro Salvini per accelerare i cantieri. Invito Stella, voce autorevole del centrodestra toscano e della maggioranza nazionale, a unirsi allo sforzo”, replica l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture, Filippo Boni.
La stoccata arriva anche dal Pd: “Situazione intollerabile, la Regione insista su Mit e Anas per sicurezza e fluidità. Vogliamo aggiornamenti su turni extra, inclusi notturni, e più operai per tagliare i tempi: spesso i cantieri sono semivuoti. E servono misure migliori per deviare il traffico e avvisare gli utenti nei picchi di movimento”, tuona Francesco Casini di Casa Riformista. “Stella ha sbagliato bersaglio: parli con Salvini”, chiosa il capogruppo dem Simone Bezzini.







