CASTELLINA IN CHIANTI – Il giudice delle indagini preliminari ha ordinato la custodia cautelare in carcere per due donne coinvolte nell’uccisione di Franca Genovini, commerciante molto conosciuta a Castellina in Chianti (Siena).
Si tratta di una 37enne, parente acquisita della vittima e domiciliata nella provincia di Siena, insieme a una 25enne originaria di Taranto ma residente nella zona del Vicentino.
La donna fu scoperta morta nella sua abitazione a Castellina in Chianti nell’estate del 2024. Gli investigatori dubitarono fin dall’inizio di un decesso per motivi naturali e puntarono subito su un’ipotesi criminale.
La svolta arrivò grazie alla sparizione di alcuni gioielli della vittima, rivenduti a un negozio di Poggibonsi, e alle riprese delle telecamere di sorveglianza che immortalarono le due sospettate vicino all’abitazione.
Per chiarire i fatti, la Procura di Siena ha avviato un incidente probatorio protrattosi per più di un anno, con il supporto di un esperto tecnico, un genetista e l’analisi del corpo della vittima. Pochi mesi dopo il delitto, le due sono finite nel registro degli indagati.
Il nuovo arresto, emesso dalla procura di viale Franci, deriva dal rischio di recidiva, secondo fonti investigative. Le accuse, elaborate dal pm Niccolò Ludovici con i carabinieri della locale Stazione di Castellina e del Nucleo Investigativo di Siena, spaziano dall’omicidio premeditato in concorso alla rapina aggravata, motivata dal bottino: gioielli valutati 6 mila euro, 3 mila euro in denaro, una carta bancomat e vari oggetti.
La vendita dei preziosi ha portato anche il reato di autoriciclaggio. Tracce bancarie rivelano che le donne usarono la carta della vittima per prelevare denaro dal suo conto in uffici postali veneti.
Infine, le due devono rispondere di calunnia continuata contro due cittadini macedoni, da loro indicati come colpevoli. Per la nipote acquisita si aggiunge l’imputazione di simulazione di reato.







