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Agricoltura senese sempre più giovane. Ma per investimenti e competitività serve un accesso al credito più facile e veloce

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IMG-20151214-WA001Si riscopre più giovane l’agricoltura senese. 120 le domande presentate per il Pacchetto Giovani (del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020) dai giovani agricoltori (iscritti alla Cia) in provincia di Siena, per ammodernamento delle aziende agricole e ricambio generazionale. Agricoltura più giovane ma con alcuni nodi da risolvere: in primis l’accesso al credito e favorire una maggiore integrazione e collaborazione fra i giovani agricoltori. E’ stato questo in sintesi quanto è emerso al convegno che si è svolto a Siena, organizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori, che ha visto la partecipazione di numerosi agricoltori ‘under 40’ oltreché di rappresentanti della Cia e delle istituzioni.

 

In provincia di Siena sono state in totale 360 le domande del Pacchetto Giovani per 40 milioni di investimenti complessivi. «L’ammodernamento strutturale, tecnologico e gestionale delle aziende agricole – ha sottolineato Luca Marcucci, presidente Cia Siena – sono fondamentali per migliorare la competitività del settore. L’agricoltura in provincia di Siena è un settore vitale e dinamico come dimostrano anche i molti progetti presentati sui bandi del nuovo Piano di sviluppo rurale; in particolare sui Progetti Integrati di Filiera e sul Pacchetto Giovani con investimenti importanti. Il problema dell’accesso al credito – ha aggiunto Marcucci – è la prima problematica per la vera competitività delle nostre imprese; auspico delle risposte positive in questo senso dal mondo del credito».

 

«L’agricoltura in provincia di Siena è sempre più giovane – ha aggiunto il direttore di Cia Siena Roberto Bartolini -. Molti i giovani nel nostro territorio che vedono il proprio futuro in agricoltura, e le domande del Psr lo stanno dimostrando. Come Cia siamo al fianco delle nostre aziende, fornendo un supporto fondamentale per la presentazione delle domande e per strutturare progetti che siano possibilmente finanziabili. Stiamo lavorando sulla formazione degli agricoltori del ‘domani’, con una collaborazione con l’Istituto agrario di Siena.

 

GIOVANI E ACCESSO AL CREDITO – Realizzare uno strumento in grado di produrre lo studio del rating delle aziende agricole dei giovani agricoltori, oggi inesistente e che possa consentire certezza di accesso al credito e soprattutto in tempi rapidi. Accanto a questo l’istituzione di un osservatorio regionale sulle aziende dei giovani imprenditori agricoli in modo tale da valutarne opportunità e prospettive. A chiederlo è l’Agia, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia. «La stretta creditizia degli istituti bancari ha indotto molti agricoltori a non investire – ha detto Valentino Berni, presidente di Agia Siena e Toscana -. Oggi non riusciamo a crescere se non investiamo ma non riusciamo ad investire se non abbiamo credito. Per questo occorre organizzare al meglio le risorse disponibili e metterle a disposizione delle imprese agricole che ne hanno bisogno. Partendo da queste considerazioni sugli strumenti del credito, Agia ha chiesto che l’operatività di Fidi Toscana venga ricalibrata in modo da rilasciare risorse con procedimenti semplificati e in tempi più rapidi. Allo stesso tempo che Ismea, tra gli strumenti più appropriati per erogare credito in agricoltura, diventi sempre più accessibile e sempre più conosciuto sui territori attraverso il coinvolgimento del mondo della rappresentanza agricola. Infine il mondo bancario. Le banche – ha concluso Berni – hanno finito per perdere una specializzazione sul mondo dell’agricoltura. Occorre riavviare un dialogo con il mondo bancario in modo da individuare forme di accesso al credito univoche».

 

Le conclusioni a cura del presidente della Cia Toscana, Luca Brunelli: «Come Toscana non ci possiamo permettere la caduta di tanti progetti d’impresa come avvenuto nella scorsa legislatura dovuti alla mancanza di cofinanziamento, nel PSR come in altri ambiti – ha detto Brunelli. Laddove ci sono progetti seri e concreti occorre concedere credito che non è solo quello ordinario. Quelle che i giovani chiedono – ha concluso Brunelli – sono risposte immediate».