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Nilde Iotti a venti anni dalla scomparsa: San Quirico d’Orcia la ricorda con immutato affetto. Maramai: «I suoi valori sempre vivi in noi»

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Il sindaco Danilo Maramai con Nilde Iotti a San Quirico d'Orcia a fine anni '80

Venti anni fa se ne andava Nilde Iotti, una grande italiana, una sanquirichese adottata. Fece parte della Costituente, prima donna Presidente della Camera (dal 1979 al 1992 per tre legislature), protagonista di battaglie di giustizia sociale e di uguaglianza.

Nel ventennale della sua morte – 4 dicembre 1999 – la ricorda il sindaco di San Quirico d’Orcia, Danilo Maramai, già primo cittadino dal 1984 al 1993. Proprio in quegli anni infatti, la Iotti aveva acquistato una casa nel pieno centro storico di San Quirico, in Via Dante Alighieri, proprio di fronte alla Chiesa della Collegiata. E per molti anni la cittadina della Val d’Orcia era per la presidente della Camera un luogo tranquillo e sicuro, dove trascorrere un weekend di relax o semplicemente qualche ora lontano dagli impegni istituzionali.

«A venti anni dalla sua scomparsa – sottolinea il sindaco Danilo Maramai – sono sempre vivi in tutti i noi i suoi valori, i suoi insegnamenti, la sua eleganza ed un modo di fare politica che oggi sembra lontana anni luci. Nilde Iotti è stata una grande amica di San Quirico; una donna umile e sempre disponibile, adorava la nostra comunità e la compostezza della sua gente, ed ha saputo ricambiare con estrema naturalezza questo grande affetto. Da qualche anno un giardino accanto a Piazza Chigi, a lei intitolato, la ricorda per sempre come nostra indimenticabile concittadina».

Il sindaco Mario Cingottini e Nilde Iotti durante il Barbarossa del 1994

Nilde Iotti amava vivere la quiete e la cordialità dei cittadini di San Quirico, così non era difficile incontrarla nelle botteghe alimentari a fare la spesa come una signora qualunque, o a scambiare due parole con i sanquirichesi. Iotti che ogni anno, inoltre, amava essere presente alla Festa del Barbarossa, non perdendosi un momento della rievocazione storica del sagrato della Collegiata, così come le gare degli alfieri e degli arcieri agli Horti Leonini.