Cartone-preparatorio-degli-affreschi-delle-lunette-della-Chiesa-di-San-Bonaventura-Assisi-Foto-di-Andrea-Nuti
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PESCIA (PT) – Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la Fondazione POMA Liberatutti sceglie di celebrare questa ricorrenza partendo da un luogo e da un’opera che appartengono alla storia di Pescia e a quella del Santo.

Proprio di fronte alla Fondazione, nella Chiesa di San Francesco, si trova infatti la straordinaria tavola che Bonaventura Berlinghieri firmò e datò nel 1235: il più antico dipinto pervenuto raffigurante il Santo.

Da qui prende avvio Santo Francesco – 800 anni di presenza, in programma alla Fondazione POMA Liberatutti di Pescia (Pistoia) dal 2 ottobre al 6 dicembre: una kermesse che abbina una mostra a un calendario di incontri, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Il percorso espositivo si svilupperà sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospiterà una mostra fotografica a opera di Serena Gallorini, Alessandro Mariani, Esther May e Giovanni Savino, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane, spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA, per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema.

La mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22; la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17.30 alle 22. Ingresso libero.

I FOTOGRAFI

Serena Gallorini, fotografa e artista visiva, si muove tra ritratto, autoritratto e moda; tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi di archeologia medievale e la formazione alla Fondazione Studio Marangoni, ha sviluppato una ricerca che affianca alla fotografia professionale una costante attività artistica, utilizzando strumenti sia analogici che digitali.

Alessandro Mariani, in arte Panox, ha una formazione che unisce architettura, fotografia e arti visive. Fra i pionieri italiani della grafica 3D, ha lavorato a lungo nel mondo del rendering e dell’immagine digitale, per poi tornare a dedicarsi con particolare intensità alla fotografia e al segno grafico.

Esther May, nome d’arte di Esther Mainetti, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca privilegia il bianco e nero, l’astrazione, la luce e il dettaglio, attraverso immagini essenziali nelle quali la fotografia diventa uno strumento per andare oltre la semplice rappresentazione.

Giovanni Savino, L’ultimo fotografo, ha costruito il proprio percorso tra fotografia, cinema, musica e televisione, lavorando per molti anni negli Stati Uniti, per la CBS e per 60 Minutes. Oggi vive in Toscana e continua a dedicarsi alla fotografia, soprattutto al ritratto e alla ricerca di soggetti capaci di conservare memoria e testimonianza.

VIAGGIO AD ASSISI

Al primo piano il percorso conduce invece ad Assisi, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli per gli affreschi delle Storie di San Francesco dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento, oggi Cappella di San Bonaventura.

Stefanelli (1931-2016), allievo di Piero Annigoni, si formò nella tradizione della pittura a fresco e ne fece uno degli elementi centrali della propria attività. I cartoni permettono di osservare una fase normalmente invisibile al pubblico: quella che precede la realizzazione dell’affresco, quando l’immagine viene ancora studiata e composta. Figure, gesti, proporzioni e rapporti tra i personaggi prendono forma sulla carta prima di essere trasferiti sulla parete.

Il confronto con la tavola di Berlinghieri crea così un arco di quasi otto secoli. Nel 1235 il pittore toscano fissava l’immagine di Francesco a nove anni dalla sua morte; molti secoli dopo Stefanelli tornava a raccontarne le vicende attraverso un nuovo ciclo pittorico. La mostra aggiunge oggi a queste due testimonianze lo sguardo della fotografia, costruendo un percorso nel quale cambiano tecniche e sensibilità, ma resta il confronto tra storia e immagine diventate patrimonio universale.

I quattordici cartoni sono messi a disposizione della Fondazione POMA da Massimo Callossi, amico e allievo di Stefanelli, e da Pier Francesco Bernacchi, presidente della Società Europea di Cultura.

VISITE GUIDATE

Il rapporto con la Tavola del Berlinghieri non si esaurisce però nel suo ruolo di riferimento della mostra. La Fondazione ha scelto di dedicare all’opera un programma specifico di valorizzazione, che nasce con la mostra ma diventa contributo permanente alla città e alla figura di San Francesco. Ogni sabato alle 11 sono organizzate visite guidate nella chiesa, per permettere al pubblico di conoscere da vicino la tavola, la sua storia e il suo ruolo nella storia e nella rappresentazione del Santo. A questa iniziativa si affianca il progetto di illuminazione museale promosso dalla Fondazione stessa, pensato per migliorarne la leggibilità e la sua valorizzazione all’interno della chiesa.

IL CATALOGO

Nel mese di novembre il calendario prevede un ulteriore momento di approfondimento: il 21 novembre, in occasione di una giornata di convegno dedicata a San Francesco, sarà presentato il catalogo celebrativo della kermesse. Il volume, oltre alle immagini delle opere esposte, raccoglierà i contributi della curatrice Marta Convalle, del professor Paolo Vitali, del presidente di POMA Paolo Trinci, della professoressa Lucia Fiaschi, del presidente della Società Europea di Cultura Pier Francesco Bernacchi e il testo della Lectio Magistralis del professor Franco Cardini.

 

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