La scuola senese tra quelle interessate agli accorpamenti
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FIRENZE – Il governo centrale risponde con il pugno di ferro alla Toscana e ad altre tre regioni a guida centrosinistra che si sono opposte agli accorpamenti scolastici imposti dal decreto ministeriale 124/2025.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato il commissariamento dopo l’incontro di ieri a Roma con l’assessora regionale toscana Alessandra Nardini e i rappresentanti delle altre regioni. Manca ancora la nomina ufficiale del commissario ad acta, ma fonti indicano che potrebbe essere il direttore dell’ufficio scolastico regionale a occuparsene, mentre la Toscana attende l’esito del ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica.

I dettagli degli accorpamenti contestati
Sono 16 gli interventi di dimensionamento richiesti dal ministero per l’anno scolastico 2026/2027, sospesi dalla Regione in attesa del responso sul ricorso. Al centro della disputa c’è il criterio di calcolo: il governo si basa sulla stima della popolazione scolastica, ignorando i dati effettivi forniti dall’ufficio scolastico regionale. Tra i casi più controversi, l’accorpamento del liceo classico Michelangiolo con il Galilei a Firenze, che ha scatenato proteste di studenti, docenti e famiglie per la perdita di autonomia e identità scolastica.

Valditara difende la misura: «Si tratta di un provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione Europea nel Pnrr e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. In questi tre anni, l’azione del governo è stata orientata alla leale collaborazione istituzionale, tutelando qualità e continuità dell’attività scolastica».

La replica della Regione: “Tagli inopportuni e vendicativi”
La Toscana non ci sta. Il presidente Eugenio Giani denuncia: «Fa perdere identità agli istituti, danneggiando un sistema di località dove è più forte la propensione allo spopolamento. Accorpare fa perdere motivazione anche a un corpo insegnante, che deve essere invece valorizzato nell’aspetto educativo-scolastico». Con Nardini aggiunge: «Il Governo decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli, sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca. Avrebbe dovuto attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica. Invece ha proceduto d’imperio con una decisione profondamente sbagliata, dettata soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi. Questi tagli rischiano ripercussioni negative sia didattiche che occupazionali».

Sindacati e sindaca: “Centralizzazione vendicativa”
Dura critica dalla Flc Cgil Toscana: «Il ricorso al Presidente della Repubblica, seguito da quello ad adiuvandum della Flc Cgil, ha solide basi nel contestare il numero totale degli studenti toscani, contati in maniera errata dal ministero con più di 8 mila scolari in meno». Per il sindacato, la misura impoverisce i territori periferici, riduce il diritto all’istruzione, causa perdite di posti di lavoro e rappresenta «un altro esempio di centralizzazione, tentato logoramento dei poteri regionali e forma vendicativa verso le amministrazioni che difendono una scuola diffusa».

Anche la sindaca metropolitana di Firenze, Sara Funaro, annuncia battaglia: «Grave commissariare le Regioni. Non si può agire guardando solo ai numeri: l’istruzione necessita di attenzione maggiore e sensibilità. Noi andremo avanti con il ricorso ad adiuvandum».

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