FIRENZE – Un operaio di 31 anni è morto oggi, giovedì 15 ottobre, nel cantiere della nuova stazione dell’Alta velocità a Firenze, la stazione Foster, in via Onofrio Zeffirini.
Secondo le prime ricostruzioni, un pilone si sarebbe staccato da una gru durante le manovre di scarico, travolgendo il lavoratore. Un secondo operaio è rimasto gravemente ferito.
L’incidente
Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio. I colleghi della vittima hanno lanciato l’allarme; sul posto sono intervenuti il 118, la Polizia municipale e i tecnici della Prevenzione infortuni sul lavoro dell’Asl. Per il giovane, di origine marocchina e dipendente del consorzio Florentia, i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso.
La dinamica esatta dell’infortunio resta ancora da chiarire. Secondo una prima ricostruzione, il pilone si sarebbe staccato durante la movimentazione con la gru, colpendo gli operai che si trovavano nelle vicinanze.
Le reazioni istituzionali
Sul cantiere sono arrivati la sindaca di Firenze Sara Funaro, l’assessore alla sicurezza Andrea Giorgio e il governatore della Toscana Eugenio Giani. Rfi ha espresso «cordoglio e vicinanza ai familiari» del lavoratore, precisando che la dinamica dell’accaduto è «al vaglio delle competenti autorità».
La Cisl: «Nei cantieri si continua a morire»
Stefano Tesi, della Filca-Cisl Toscana, ha definito l’accaduto «l’ennesima vittima, l’ennesima operaicidio». «Abbiamo appreso con profondo dolore la notizia dell’infortunio mortale», ha dichiarato, ricordando che la vittima era un giovane dipendente del consorzio Florentia, l’azienda appaltatrice.
Il sindacato ha chiesto «piena luce» sulla dinamica e sulle cause dell’incidente, e ha indicato la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti. «La sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto», ha sottolineato Tesi, secondo cui «non è accettabile continuare a morire di lavoro».
«Un’altra morte sul lavoro, ancora nel nostro territorio. Siamo sconvolti, addolorati e arrabbiati. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi. Chiediamo sia fatta chiarezza», attaccano dalla Cgil Toscana, annunciando la possibilità di valutare «fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno».







