Home Ah, s'io fosse fuoco Le quattro stagioni di Siena. E i voti conseguenti alle parole

Le quattro stagioni di Siena. E i voti conseguenti alle parole

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Tempo di grandi manovre pre-estive a Siena in vista dell’autunno/inverno quando tutti dovranno farsi trovare posizionati per le Amministrative della primavera 2018. Il sindaco Bruno Valentini non fa mistero di volersi ripresentare (“senza primarie” ha recentemente dichiarato a Daniele Magrini) e al momento è l’unico vero candidato in pista. Candidato senza partiti, perché nemmeno il suo, il Pd ha deciso nulla. E chissà quando deciderà. Troppo impegnato a combattere al suo interno, in un tale scontro che nessuno pare trovare il bandolo della matassa. Detto che sono tutti renziani a fare la differenza sono le sfumature e forse certe poltrone che ballano da qui a qualche mese (quella della capogruppo Carolina Persi è già saltata perchè «venuto meno il rapporto di fiducia»). In questo clima da lotta continua Valentini spera di essere l’uomo per tutte le stagioni e fare il candidato del partito proprio perché nessuno lo vuole veramente ma nessuno ha la forza di trovare un’alternativa valida.

Intanto, potrebbe avere incassato già l’appoggio di Siena Attiva, l’associazione che contribuì a far nascere nel 2013, poi finita sotto l’egida del vice sindaco Fulvio Mancuso (oggi in Articolo 1 con Rossi, Bersani e D’Alema), e che è il principale alleato del Pd in Consiglio comunale. Avevano convocato ieri mattina la stampa per presentare alcune novità che francamente sono sembrate più ambigue che chiarificatrici. Salvo che l’intento non fosse proprio quello. Non si è capito, infatti, se in futuro l’associazione appoggerà il Pd o cercherà una relazione con le frange del civismo, oggi all’opposizione. E francamente anche i giornali hanno fatto fatica a tradurre i bizantinismi di Francesco Fasano, coordinatore, e Lorenzo Di Renzone, capogruppo in Consiglio comunale che, davanti a Mancuso e Valentini presenti alla conferenza stampa (cosa a dir poco inusuale), hanno da un lato criticato l’Amministrazione e dall’altro lanciato messaggi distensivi e d’apertura. Da una parte hanno dichiarato i partiti non più frequentabili e che «serve un progetto civico» e dall’altra hanno lasciato intendere che se il Pd fosse disposto potrebbero proseguire al suo fianco anche per la prossima legislatura. “Sembra l’opposizione ma è Siena Attiva” titola La Nazione. Sembrano di lotta ma sono di governo?

Lanciano l’idea di «un percorso metodologico e programmatico e un segnale di sfida a tutte le energie cittadine per una aggregazione sotto un progetto, il bene della città, passando attraverso un metodo chiaro, unica garanzia del raggiungimento degli obbiettivi». Una proposta che se non ha già interlocutori precisi sembra poco più che il tentativo di occupare uno spazio politico in quel civismo che fa fatica a trovare una sintesi, se si eccettua il cammino comune che lentamente stanno compiendo Sinistra per Siena e Movimento Civico senese, non solo in consiglio comunale con Ernesto Campanini e Giuseppe Giordano. Poche ore dopo, però, veniva bocciata dal Consiglio Comunale una mozione firmata da Giordano e altri (Sabatini e Trapassi) sul “recupero del cibo nelle mense scolastiche al fine di ridurre gli sprechi di alimenti perfettamente commestibili e ridistribuirli a cittadini in difficoltà economica”. Mozione che ha avuto l’appoggio di tutti i gruppi, e il voto contrario di Pd e proprio di Siena Attiva. E se i voti sunt consequentia rerum, c’è poco da dire su quale parte penda il pendolo di Siena Attiva.

Iniziativa della Martinella 1884 (foto Filippo Grassi)

Sempre ieri l’associazione La Martinella 1884 ha organizzato una riuscita iniziativa sul tema del parco scientifico a Siena con Paolo Neri, Emanuele Montomoli, cui sono intervenuti anche Vittorio Mazzoni della Stella, Pier Luigi Corsi e Lorenzo Sampieri. Hanno ricordato come quella intuizione datata oltre trent’anni fa non trovò sponde nell’allora partito di governo cioè il Pci poi Pds, ma che merita senz’altro di essere aggiornata e riapprofondita, soprattutto per contribuire a far cambiare mentalità ad una città ancora troppo addormentata. E gli esempi di Vis Mederi e Philogen sono la dimostrazione  che si può fare impresa nelle biotecnologie e nel farmaceutico anche da Siena. Una proposta concreta, civica nel senso che non ha connotazione politica né partitica, che dovrà per forza essere centrale in una visione futura della città e del suo territorio vocazionale di riferimento che non si ferma a porta Romana né a Camollia. Mentre l’estate si avvicina.

Ah, s’io fosse fuoco