PIOMBINO – Piombino (Livorno) resta in pole position per il rigassificatore “Golar Tundra”.
Snam ha già depositato a fine 2025 la richiesta di proroga dell’autorizzazione ambientale al Ministero dell’Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin.
Dal dicastero trapela l’intenzione di prolungare la permanenza della nave nel porto toscano, a meno di un rapido miracolo: trovare un altro scalo idoneo. Al momento, però, alternative concrete non se ne vedono.
La Liguria ha chiuso la porta a Vado Ligure, con un ordine del giorno bipartisan in Consiglio regionale. L’ipotesi Gioia Tauro, legata all’Ilva, appare accantonata. Altri porti dell’Alto Tirreno mancano di adeguamenti: Snam ha investito milioni a Piombino per tubature e banchine, e replicarli richiederebbe tempi lunghissimi.
Il governatore Eugenio Giani, commissario straordinario per l’opera dal 2022 e con la nave ormeggiata dal luglio 2023, ripete da settimane: «Devono revocarmi da commissario, io non sono disponibile a firmare per il prolungamento». Il permesso scade a luglio 2026, ma dal Ministero si dà per scontata la prosecuzione, mentre la ricerca di un piano B procede a rilento.
Snam motiva la mossa come obbligata: servono almeno sei mesi per il parere, e senza proroga la nave fermerebbe tutto. La “Golar Tundra” è stata essenziale post-stop al gas russo: nel 2025 il Gnl ha coperto il 32% della domanda italiana (+10% sul 2022), con l’impianto piombinese all’8% nazionale. Due carichi già arrivati nel 2026, e altri ne seguiranno, proroga o no.
Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari (Fratelli d’Italia), conferma la contrarietà «trasversale e non ideologica», dopo averla manifestata ai tempi di Draghi e accettata con Meloni. Ambientalisti in rivolta, mentre Snam e Ministero sottolineano l’importanza strategica per i consumi in aumento.







