FIRENZE – Un lenzuolo legato a un arpione improvvisato da un infisso.
Così Vasile Luizsa Frumuzache, la guardia giurata romena accusata degli omicidi di Denisa Paun e Ana Maria Andrei, ha tentato l’evasione questa mattina dal carcere fiorentino di Sollicciano. L’uomo, 42 anni, ha confessato i delitti delle due giovani connazionali, i cui resti furono ritrovati lo scorso giugno vicino alla sua abitazione e in un terreno del Pistoiese.
L’allarme è scattato intorno alle 10: Frumuzache si è issato oltre il muro di recinzione, eludendo momentaneamente gli occhi elettronici e la sorveglianza. Un agente di polizia penitenziaria lo ha però intercettato mentre cercava di allontanarsi dal perimetro, con un coltello addosso. La procura ha aperto indagini per chiarire l’episodio.
Non è la prima volta che Frumuzache finisce al centro di incidenti carcerari. Dopo l’arresto, nel carcere pratese della Dogaia, un conoscente di Ana Maria Andrei lo aggredì con olio bollente sul volto. Ipotesi sul tavolo: il tentativo di evasione potrebbe legarsi a minacce subite a Sollicciano o all’udienza di domani nell’aula bunker, per il processo a carico dell’imputato per duplice omicidio premeditato.
Le indagini sui delitti – che vedono Frumuzache sospettato di essere un serial killer ossessionato da traumi infantili e rifiuto femminile – restano aperte. Non escluso un ruolo di esecutore per gruppi di sfruttamento della prostituzione. Emerse crudeltà estreme: dopo aver ucciso Denisa, la decapitò per renderla irriconoscibile e tentò di bruciare i resti. Gli inquirenti verificano se altre donne siano cadute nella sua trappola negli anni.







