PRATO – Una protesta sindacale è degenerata davanti ai locali dell’impresa Acca, a Seano, nel comune di Carmignano, culminando con tre arresti e diversi agenti feriti.
La vicenda è nata da un picchetto organizzato dal sindacato Sudd Cobas a sostegno di alcuni lavoratori, che ha impedito l’ingresso nell’azienda per ore.
Secondo la ricostruzione sindacale, la situazione è precipitata quando un camion guidato da un imprenditore avrebbe investito un operaio; sulla dinamica sono in corso accertamenti. A rinforzo del presidio sindacale sono arrivate circa ottanta persone, mentre dall’altra parte si sono radunati circa 250 imprenditori cinesi e soci, che hanno cercato di recuperare merci e materiali dall’interno del magazzino.
Nei momenti più concitati sono intervenute le forze dell’ordine. Carabinieri e polizia, con rinforzi inviati anche dall’Ufficio ordine pubblico del dipartimento di pubblica sicurezza di Roma, hanno cercato di sedare gli scontri: cinque agenti sono rimasti feriti, con prognosi che vanno dai 5 ai 21 giorni. Tre cittadini di nazionalità cinese sono stati arrestati con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
Le indagini
La Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, ha avviato immediatamente le indagini. È prevista per oggi la direttissima per le violenze: il giudice deciderà sulla convalida degli arresti e sull’eventuale applicazione di misure cautelari. Tescaroli ha definito l’intervento delle forze dell’ordine «uno straordinario impegno» che ha impedito «la degenerazione e il perpetuarsi di aggressioni che avrebbero potuto nuocere gravemente all’incolumità di tutti i presenti». Il procuratore ha comunque ricordato che permane «uno stato di preoccupante fibrillazione», dovuto alla prosecuzione della protesta e alla determinazione degli imprenditori a recuperare i beni.
Rischio nuovi scontri
Il clima rimane teso. Il Sudd Cobas denuncia che su WeChat — piattaforma di messaggistica molto diffusa nella comunità cinese — sarebbe circolato un appello a un «nuovo assalto al magazzino Acca». Il sindacato attribuisce il messaggio allo stesso titolare dell’impresa, che inviterebbe la comunità a partecipare a un grande raduno con l’obiettivo di sbloccare le merci bloccate dal presidio. Intanto il picchetto dei lavoratori prosegue.
Le autorità locali e le parti coinvolte non hanno rilasciato ulteriori commenti ufficiali. Sul caso proseguono gli accertamenti della procura e le attività di mediazione per evitare nuovi scontri.







