FIRENZE – La Toscana cresce, seppur a ritmo moderato, e resta una delle regioni più solide del Paese.
È il quadro disegnato dal rapporto annuale dell’Irpet sulla situazione economica regionale, presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati alla presenza del presidente della Regione, Eugenio Giani.
Secondo le stime dell’Irpet, il Pil toscano dovrebbe crescere dello 0,5% nel 2026. Per Giani, il dato smentisce le ipotesi di una presunta deindustrializzazione della regione: «Lo studio dell’Irpet dimostra che la nostra è una regione che, nella complessiva criticità del Paese, manifesta una funzione di traino e di guida», ha affermato. Il presidente ha però sottolineato la necessità di un rilancio e di una «reindustrializzazione» del sistema produttivo, indicando tre leve prioritarie: salari, innovazione e infrastrutture.
Sul fronte del lavoro, Giani ha indicato come urgente una migliore distribuzione della ricchezza attraverso l’aumento delle retribuzioni. Sull’innovazione, ha ricordato i 600 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione con la programmazione europea 2021-2027 e annunciato l’intenzione di orientare in modo più mirato le risorse future verso la competitività delle imprese. Tra le priorità infrastrutturali ha citato il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali e lo sviluppo della rete digitale.
I dati
I dati del rapporto mostrano segnali positivi sul mercato del lavoro e sui flussi economici: l’occupazione è aumentata dell’1,8% nel 2025 e dell’1,1% nel primo trimestre del 2026. L’export registra un +4,5% nei primi tre mesi del 2026 (dopo il +12,6% del 2025 al netto di metalli preziosi e raffinazione) e il turismo continua a crescere, dopo i 55 milioni di presenze nel 2025 (+3,8%) con un ulteriore +5,2% nel primo trimestre 2026. Restano però criticità: la manifattura ha segnato un calo dello 0,6% e la quota di famiglie che si percepiscono relativamente povere è salita dal 10% al 15%.
La posizione della Regione
Per tradurre le proposte in azioni concrete, Giani ha annunciato la convocazione a breve di due tavoli di confronto: uno con i sindacati sul lavoro e uno con le parti sociali per raccogliere proposte per il rilancio economico regionale. «Due sedi di confronto da cui mi attendo indicazioni concrete», ha detto il presidente, rimarcando l’importanza di «fare squadra» per la ripresa.
Anche l’assessore all’Economia e al Turismo, Leonardo Marras, ha accolto il rapporto con un giudizio complessivamente positivo, sottolineando però la necessità di accelerare la crescita. «Non basta resistere: dobbiamo creare le condizioni per un rilancio, con una crescita più forte, capace di aumentare produttività, salari e opportunità», ha detto Marras. L’assessore ha parlato di una «trasformazione» del sistema produttivo più che di una vera e propria deindustrializzazione, con il rischio che la regione perda peso in attività ad alto valore aggiunto come ricerca, progettazione, design e innovazione.







