ROMA – Contrazione diffusa e scenari di mercato complessi per l’export dei vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP) europei nei primi quattro mesi dell’anno.
Secondo quanto evidenziato dal recente Report di Nomisma Wine Monitor, nessun grande Paese produttore chiude il primo quadrimestre in territorio positivo. L’Italia segna un calo del 6,2% a valore, battuta solo dalle maggiori flessioni della Spagna (-8,5%), mentre tengono leggermente meglio la Francia (-3,4%) e la Germania (-5,5%).
In questo contesto di generale contrazione, come spiega Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, l’export procede “a doppia velocità”: da un lato spumanti e bianchi fermi contengono le perdite o trovano spunti di crescita, dall’altro la categoria dei rossi continua ad affrontare marcate flessioni oltreconfine.
Il quadro in Toscana: luci sui bianchi, ombre sulle grandi denominazioni rosse
Per la Toscana il bilancio dell’inizio anno riflette fedelmente il trend spaccato a metà registrato dall’intero comparto. Tenuta per i bianchi fermi: La Toscana si posiziona tra le note positive sul fronte delle tipologie bianche. Insieme alla Sicilia (+2,8%), la produzione toscana dei bianchi a denominazione regge l’urto della crisi e chiude il primo quadrimestre in terreno positivo, registrando un incremento dell’export a valore del +3,3%.
Flessione marcata per i rossi: Diversa e decisamente più critica la situazione nel segmento dei rossi DOP, vera spina dorsale della viticoltura regionale. La Toscana accusa un calo a valore superiore al 10%, allineandosi alle difficoltà del Veneto e scontando la crisi complessiva che sta colpendo i grandi rossi europei (come dimostra il pesante -19% a valore registrato dai rossi di Bordeaux).
Uno sguardo al resto d’Europa e d’Italia
A livello generale, nel panorama degli spumanti, lo Champagne cresce nei volumi del 3%, trainato dall’exploit dei Crémant francesi (+19,4%). Per l’Italia tiene la stabilità del Prosecco (-0,8% a volume) e si assiste a una ripresa dell’Asti (+1%), sostenuta anche dai consumi crescenti nel mercato cinese. Crolla invece il Cava spagnolo con un -9% nei volumi.
Tra i rossi, ad eccezione della Borgogna (che difende il valore a +3% pur cedendo sui volumi), soffrono quasi tutte le principali aree vocate europee: la Rioja spagnola perde il 7,5% a valore, mentre in Italia il Piemonte limita i danni cedendo solo il 2,5% a valore e crescendo del 9% nei volumi esportati.







