SIENA – Mps «è una questione che riguarda il mercato, il governo attualmente non ha un ruolo».
A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta a Vercelli sul futuro di Rocca Salimbeni, a margine della visita al Festival del riso.
La premier ha quindi rivendicato il percorso compiuto dalla banca rispetto alla situazione ereditata dall’esecutivo: «Sul futuro posso dire poco, sul passato posso dire tanto. Quando noi siamo arrivati al governo Mps era un problema, oggi è oggettivamente un gioiello che infatti è oggetto di molto interesse».
Le parole di Meloni arrivano all’indomani dell’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo, che ha approvato con il 96,96% dei voti rappresentati l’aumento di capitale destinato a finanziare l’offerta sul Monte dei Paschi. Un esito accolto positivamente anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini. «Mi fa piacere. Vuol dire che un pezzo di Paese sta credendo sull’Italia», ha commentato da San Paolo, dove partecipa alla missione di Confindustria e Ice nei Paesi del Mercosur.
L’istruttoria dell’Antitrust
Sulla partita bancaria senese si accendono intanto i riflettori dell’Antitrust. In un’intervista al Sole 24 Ore, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Saverio Valentino, ha annunciato che «l’Antitrust attiverà a breve un’istruttoria approfondita» sugli accordi tra Mps e Unipol.
L’Autorità dovrà verificare innanzitutto «l’adeguatezza delle dismissioni che sono state già pattuite tra Mps e Unipol» e accertare «se sono necessarie altre dismissioni, per far venir meno i problemi concorrenziali nei mercati della raccolta e degli impieghi bancari».
Sotto esame finiranno anche i possibili effetti dell’acquisizione della partecipazione di minoranza in Generali sui mercati assicurativi. Quanto alle operazioni su Banca Generali e Banco Bpm, Valentino ha precisato che «al momento il Collegio non ha esaminato alcuna comunicazione ufficiale di Mps».
Una volta ricevute le comunicazioni, l’Antitrust valuterà le diverse operazioni in parallelo e potrà prescrivere misure correttive qualora emergano criticità sul piano della concorrenza. Anche il presidente dell’Autorità, tuttavia, ha ribadito il ruolo centrale del mercato: «L’autorizzazione da parte dell’Autorità garante non è necessaria per la chiusura di queste operazioni di acquisizione. Deve decidere il mercato».







