GROSSETO – “Lettera dagli abissi”, uno spettacolo che racconta una storia familiare intrecciata all’esplorazione del punto più profondo della Terra, è l’ultimo lavoro, ancora in divenire, del podcaster, fotografo e videomaker Masiar Pasquali.
Un racconto ispirato alla storia vera di Auguste e Jacques Piccard, padre e figlio, che lavorano alla costruzione di un batiscafo con cui, negli anni Sessanta, viene raggiunto il fondo della Fossa della Marianne. Lo spettacolo debutta, in forma di prova aperta, tra le province di Grosseto e Livorno. “Lettera dagli abissi” di e con Masiar Pasquali esordisce giovedì 13 agosto a Casa esagono (Baratti, Livorno), passa venerdì 21 agosto per Roccatederighi (Roccastrada, Grosseto), per approdare domenica 23 agosto a Villa Santa Giulia a Piombino (Livorno).
Reduce dal successo ottenuto per il podcast autoprodotto “Il buco – Pionieri dell’eroina”, premiato come terzo miglior podcast italiano di narrazione a ilPod2025 e con cui ha realizzato un tour di 25 date in tutta Italia, Pasquali torna a raccontare una storia che muove i passi da una vicenda realmente accaduta, per andare poi a esplorare gli aspetti più intimi dell’essere umano.
LO SPETTACOLO
Buio assoluto. Temperatura esterna: un grado. Pressione: novecento volte superiore a quella della terraferma. Jacques sta scendendo nel fondo della Fossa delle Marianne rinchiuso in una sfera di acciaio di due metri di diametro. È il 1960. A 9.000 metri di profondità sente uno schianto e il rumore di qualcosa che si incrina. Mancano ancora 1.994 metri prima di toccare il fondo. Perché si trova lì e cosa lo ha spinto a rischiare la vita in quel modo?
“Lettera dagli abissi” racconta la storia di due esploratori che ricalcano i passi dei protagonisti dei romanzi di Jules Verne. La loro però è una storia vera, celebrata sul momento e passata poi sotto traccia. Sono gli artefici delle più grandi conquiste mai perseguite dall’uomo. Sono padre e figlio.
Jacques, oltre a essere un esploratore dei mari, è figlio di uno dei più grandi pionieri dei cieli. Da piccolo vede il padre sempre di spalle: indaffarato nel suo studio o quando parte per una spedizione. La loro è una distanza fisica, intellettuale ed emotiva. Nell’abisso più profondo del globo terracqueo immagina di scrivere una lettera al padre in cui ripercorre e si interroga sul rapporto padre-figlio. Alla narrazione, ispirata ai fatti realmente accaduti, si alterna una parte di auto-finzione in cui l’autore immagina quale possa essere stato il rapporto tra loro due.
MASIAR PASQUALI
Masiar Pasquali cresce a Follonica (Grosseto) per poi trasferirsi tra Milano, Londra, Parigi e New York, dove lavora. Studia recitazione, organizzazione dello spettacolo dal vivo, fotografia e videomaking e inizia la sua carriera molto giovane al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Pubblica sui principali quotidiani e magazine italiani e stranieri (“New York Times”, “Le Monde”, “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “Il Sole24ore”, “Vanity Fair”) ed è il fotografo ufficiale del Piccolo Teatro di Milano. Da oltre 10 anni sviluppa progetti di storytelling di tipo socio-antropologico su persone e piccole comunità. Attualmente vive e lavora a Milano come fotografo, videomaker e storyteller.







