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VOLTERRA – Varcare la soglia della Casa di Reclusione di Volterra durante l’estate non è mai un semplice ingresso in un teatro: è un passaggio di stato.

Tra le mura del Carcere, dal 24 luglio al 1° agosto scorsi, la Compagnia della Fortezza guidata da Armando Punzo ha dato forma all’edizione 2026 del suo storico progetto estivo, culminata nel primo studio della nuova produzione “Il Capitale Umano”.

A trentotto anni dalla nascita del laboratorio teatrale e forti dei riconoscimenti internazionali — non ultimo l’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferito a Punzo dal Presidente Mattarella — gli attori della Fortezza hanno trasformato ancora una volta il cortile e la cella-teatro della Rampa di Castello in una spinta utopica e rivoluzionaria.

L’esperienza in carcere: dentro “Il Capitale Umano”

Assistere al primo studio de “Il Capitale Umano” (regia e drammaturgia di Armando Punzo, musiche originali e disegno sonoro di Andreino Salvadori, scene di Alessandro Marzetti e Armando Punzo, costumi di Emanuela Dall’Aglio, movimenti di Pascale Piscina) significa assistere al ribaltamento di un paradigma socio-economico.

In un fitto dialogo poetico che evoca Karl Marx e la lezione di Slavoj Žižek (In difesa delle cause perse), Punzo ha tolto al concetto di “capitale umano” l’accezione cinica del mercato contemporaneo — che riduce l’uomo a risorsa da sfruttare — per restituirgli la sua vera natura: un potenziale inesauribile di trasformazione, libertà e cura reciproca. In scena, il cortocircuito tra il fallimento delle grandi utopie e l’assuefazione del presente si è sciolto in un atto poetico di forte impatto emotivo e politico.

Le riprese: “Cenerentola” e “Fame”

Oltre al nuovo studio, abbiamo assistito al ritorno in scena di due pietre miliari del repertorio recente della compagnia: Cenerentola – L’arte, la scienza e la conoscenza: Quarto capitolo della saga sulla trasformazione, dove la celebre fiaba si è fatta «utopia concreta» e vita libera senza paura. Fame: Interprete assoluto Paul Cocian, attore della Fortezza oggi libero e impiegato negli scavi dell’Anfiteatro Romano di Volterra, che continua a rientrare in carcere per perseguire la sua ricerca artistica. Ispirato al romanzo del Premio Nobel Knut Hamsun, lo spettacolo ha messo in scena la “fame spirituale” e la smisurata tensione di chi rifiuta di arrendersi alla propria condizione data.

Incontri, musica, cinema e fotografia

L’intenso programma ha travalicato i confini della rappresentazione teatrale con un ricco calendario di eventi collaterali: La IX Masterclass e il Convegno Per Aspera ad Astra: Condotta da Punzo con i registi della rete nazionale sostenuta da ACRI, ha riunito 30 operatori per riflettere sulle pratiche teatrali negli istituti penitenziari. Durante il convegno “L’etica del limite”, tenutosi domenica 26 luglio, è stato presentato il libro “Breviario di etica artistica” (Luca Sossella Editore 2026), firmato da Armando Punzo e Rossella Menna. I suoni di “Tra una luce e l’altra”: Presentato ufficialmente il nuovo album di Andrea Salvadori (19 brani nati nel solco del progetto Atlantis e di Cenerentola).

Il cinema e lo sguardo fotografico: Al Cinema Centrale di Volterra è stato proiettato il documentario “DENTRO” della regista Elsa Amiel, mentre lungo via Don Minzoni la mostra fotografica di Stefano Vaja, “Fortezza – La Saga del Principio Speranza” (a cura di Cinzia de Felice), ha offerto ai passanti una potente cornice visiva e un esercizio di prossimità con il lavoro della compagnia.

Ancora una volta, il teatro di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza si è confermato non un mero specchio della realtà, ma una macchina dell’incanto capace di scardinare le certezze del quotidiano e riaprire spazi di possibilità.

Foto per agenziaimpress.it di Mauro Agnesoni e Luciana Petti

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