Tempo lettura: 3 minuti

FIRENZE – Sono otto i musei che nel 2026 hanno ottenuto il riconoscimento di museo di rilevanza regionale, entrando contestualmente nel Sistema Museale Nazionale del Ministero della Cultura.

Con i nuovi ingressi, la Toscana raggiunge quota 128 tra musei ed ecomusei accreditati, selezionati tra gli oltre 700 spazi espositivi non statali e senza scopo di lucro attivi sul territorio regionale.

I nuovi ingressi

I musei appena riconosciuti rappresentano un campione variegato per dimensioni, collezioni e territori: Palazzo Pretorio – Museo archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, Colle di Val d’Elsa (Siena); Museo Civico della Paglia, Signa (Firenze); Museo di Massaciuccoli Romana, Massarosa (Lucca); Museo Civico “Giovanni Fattori”, Livorno; MAD’ Museo dell’Albero d’Oro, Lucignano (Arezzo); Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi, Pontremoli (Massa-Carrara); Museo artistico della Bambola, Suvereto (Livorno); Museo Civico Archeologico, Sarteano (Siena)

Il significato del riconoscimento

«Otto nuovi riconoscimenti che raccontano molto bene la straordinaria ricchezza e varietà del patrimonio culturale della Toscana», ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti. «Ci sono musei di città importanti e realtà di piccoli Comuni, collezioni archeologiche, artistiche e testimonianze profondamente legate alla storia e all’identità dei territori».

Secondo Manetti, la qualità culturale «non appartiene soltanto ai grandi centri, ma attraversa tutta la nostra regione».  Dietro ogni accreditamento ci sono «investimenti, lavoro, professionalità e spesso un grande impegno da parte dei Comuni, anche di quelli più piccoli».

Percorsi diversi, un unico obiettivo

Gli otto riconoscimenti chiudono iter differenti, in alcuni casi segnati da ristrutturazioni, adeguamenti e riaperture. A Colle di Val d’Elsa, il Museo archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” torna accreditato dopo una lunga chiusura e una riorganizzazione che lo affianca al Museo del Cristallo e al Museo di San Pietro. Anche il Museo Civico della Paglia di Signa rientra nella rete al termine di un percorso di trasformazione e ricollocazione della struttura.

A Massarosa, il Museo di Massaciuccoli Romana corona un cammino di valorizzazione avviato da tempo, con un’esposizione cresciuta grazie agli scavi archeologici e oggi integrata alla visita dell’Area Archeologica di Massaciuccoli Romana. Per il comune versiliese era presente il vicesindaco con delega alla Cultura, Adolfo Del Soldato, che ha espresso soddisfazione per il traguardo e ha ringraziato la direttrice del museo, Giulia Saviano.

Eccellenze urbane e “Toscana diffusa”

A Livorno il riconoscimento premia il Museo Civico “Giovanni Fattori”, una delle eccellenze dell’offerta culturale cittadina, con importanti collezioni e una prestigiosa sede storica. Il museo si aggiunge alle altre realtà livornesi già riconosciute: il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e il Museo della Città – Polo culturale Bottini dell’Olio.

Particolarmente significativa la presenza di musei ubicati in centri minori. A Lucignano, Comune di meno di 3.500 abitanti, il MAD’ Museo dell’Albero d’Oro rappresenta un’eccellenza della “Toscana diffusa”. Ospitato in una sede medievale affrescata, custodisce il celebre Albero d’Oro, reliquiario iniziato nel 1350 e completato nel 1471, recentemente tornato al centro dell’attenzione grazie al recupero di parti sottratte oltre un secolo fa.

A Pontremoli, il Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi, nel Castello del Piagnaro, conserva la più ampia collezione esistente di statue-stele lunigianesi, testimonianze che coprono un arco cronologico dall’Età del Rame all’Età del Ferro. Il riconoscimento è stato ufficializzato con decreto dirigenziale pubblicato lo scorso luglio.

Entra nella rete anche il Museo artistico della Bambola di Suvereto, parte di una strategia più ampia di qualificazione dell’offerta culturale del borgo. Così come il Museo Civico Archeologico di Sarteano dopo gli interventi per l’adeguamento agli standard antincendio. Quest’ultimo, con le sue collezioni e la ricostruzione a grandezza naturale della celebre tomba dipinta, completa e arricchisce la visita alla vicina Area Archeologica delle Pianacce, dove si trova la Tomba etrusca della Quadriga Infernale.

Standard e procedura unificata

Il riconoscimento regionale certifica il rispetto degli standard nazionali in quattro ambiti: organizzazione, gestione e cura delle collezioni, comunicazione e rapporti con il territorio. Dal 2020 la Toscana ha attivato una procedura che consente ai musei di ottenere contestualmente il riconoscimento regionale e l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale.

 

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici