FIRENZE – È stato fatto slittare dall’1 all’8 ottobre il tavolo convocato presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla vertenza Beko e sul futuro dello stabilimento produttivo di Siena.
La notizia è emersa a margine dell’audizione tenutasi stamane in commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Brenda Barnini (Pd), alla quale hanno preso parte rappresentanti dell’azienda, sindacati ed enti locali.
Un passaggio interlocutorio, definito dalla stessa Barnini come uno “step intermedio” per fare il punto sulla formazione dei lavoratori e sulla ricerca di un nuovo soggetto industriale in grado di rilevare l’area di 87.000 metri quadrati. Ad oggi, le maestranze in carico risultano 148, con un’età media di 54 anni, a fronte di un perimetro complessivo di 299 posti di lavoro legati alla vertenza da tutelare.
Sul fronte della ricerca del nuovo investitore, il direttore delle relazioni esterne di Beko Europe, Maurizio Sberna, ha confermato che l’advisor incaricato sta raccogliendo le manifestazioni di interesse per poi procedere all’analisi dei relativi piani industriali.
Forte scetticismo ed elevate preoccupazioni sono state espresse dalle sigle sindacali per via dei tempi stretti e dell’assenza di elementi ancora concreti. Un timore condiviso dalle istituzioni locali: la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, ha chiarito che l’operazione “non deve essere un progetto immobiliare ma una vera reindustrializzazione”, mentre il vicesindaco di Siena, Michele Capitani, ha sollecitato la Regione ad attivare canali preferenziali con imprese interessate.
“Ancora non c’è un piano definito né i soggetti che dovrebbero portarlo avanti”, ha evidenziato il consigliere regionale Simone Bezzini (Pd), auspicando risposte chiare a Roma. Da parte sua, Valerio Fabiani (consigliere del presidente della Toscana per il lavoro) ha ribadito che la vertenza manterrà rilevanza nazionale finché non sarà trovata una soluzione definitiva per Siena. Invocata infine concretezza anche dal consigliere Luca Minucci (FdI), che ha ricordato come siano in campo “due strade, una pubblica e una privata, che devono avere al primo posto il futuro occupazionale del territorio”.







