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FIRENZE- Palazzo Vecchio e gli altri musei civici fiorentini cercano soluzioni per affrontare le temperature elevate dell’estate.

Tra le ipotesi allo studio ci sono la rimodulazione degli orari di apertura, con possibili chiusure nelle ore più calde e prolungamento serale, e nuovi studi di fattibilità per la climatizzazione degli edifici storici.

Le linee di intervento sono state illustrate ieri mattina durante una seduta della Commissione 5 dal soprintendente ai musei comunali Carlo Francini e dall’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. Secondo quanto riportato dall’edizione fiorentina di Repubblica, il tema è tornato al centro del dibattito dopo i malori accusati da alcuni lavoratori, le chiusure disposte nei giorni da codice rosso e le polemiche sull’efficacia dei refrigeratori installati in alcune strutture.

Secondo Bettarini, il problema delle temperature estive riguarda ormai «tutte le strutture pubbliche», ma nei musei presenta «le criticità più significative» dal punto di vista tecnico.

Orari da ripensare

Il Comune sta valutando una modifica degli orari estivi dei musei civici, evitando le fasce centrali della giornata e prevedendo, dove possibile, aperture prolungate fino alla sera. La revisione dovrà tenere conto anche delle condizioni di lavoro del personale, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello sindacale.

La decisione dovrà essere presa entro gennaio, ha spiegato Bettarini, perché le prenotazioni per le visite vengono effettuate con circa sei mesi di anticipo. Per Palazzo Vecchio, il museo più visitato, si valuta inoltre l’ipotesi di estendere a un anno la finestra per le prenotazioni online.

«Ormai si fa ovunque», ha osservato Francini, sottolineando che l’apertura delle prenotazioni a sei mesi ha già prodotto un significativo aumento delle vendite online.

A sostenere la possibile rimodulazione degli orari sono anche i dati sull’affluenza. In estate il numero dei visitatori resta elevato fino alle prime ore del pomeriggio, per poi diminuire sensibilmente. Le aperture serali, invece, hanno inizialmente registrato «buonissimi risultati», ha ricordato Francini, prima di concludersi con risultati meno positivi.

Gli impianti, la sfida più complessa

Più lunghi saranno probabilmente i tempi per trovare una soluzione definitiva sul fronte della climatizzazione. Il Museo Novecento e Villa Bardini sono già dotati di impianti, mentre resta particolarmente complesso intervenire su Palazzo Vecchio e sugli altri edifici storici.

Nel frattempo è iniziata l’installazione di sensori per il monitoraggio delle temperature. I dati più significativi, però, saranno disponibili soltanto nella prossima stagione calda. Per questo, ha spiegato Francini, il Comune dovrà arrivare preparato con decisioni già assunte sugli orari di apertura.

Bettarini ha infine annunciato di aver chiesto di proseguire con gli studi di fattibilità per la climatizzazione di Palazzo Vecchio, tenendo conto delle difficoltà incontrate dai tentativi effettuati negli anni passati.

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