Finte telefonate di emergenza, messaggi per chiedere di votare il nipote al concorso di fotografia, vendite porta a porta. Sono sempre di più e sempre più articolate le truffe che cercano di ingannare ormai non solo più gli anziani.
Questa rubrica vuole provare a raccontarle e classificarle, per cercare di prevenire un fenomeno che ormai è sempre più tristemente diffuso, soprattutto con lo sviluppo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.
La truffa del finto carabiniere
Ad Aulla (MC), lo scorso 29 settembre, la polizia ha arrestato in flagranza di reato due cittadine italiane di 52 e 35 anni, per ipotesi di truffa, successivamente tramutatasi in rapina, ai danni di una pensionata di 73 anni.
La ricostruzione parla di una finta telefonata ricevuta dalla vittima sul suo numero fisso. A parlare era un “maresciallo dei carabinieri”, che ha poi chiesto alla donna il numero di cellulare. La scusa era un accertamento in corso sulla sua auto, che sarebbe stata, secondo il finto carabiniere, coinvolta in una rapina in gioielleria. Il “carabiniere” avrebbe poi annunciato l’arrivo di una collega per effettuare verifiche e mettere al sicuro i beni. La donna si è poi presentata al domicilio della signora, con l’altra che faceva da palo, e l’avrebbe minacciata di consegnare oro e denaro con la minaccia di arrestarla per oltraggio a pubblico ufficiale se non lo avesse fatto.
Il tentativo di truffa è stato poi sventato dalla donna che, insospettita, ha chiesto aiuto ai vicini e ha chiamato i carabinieri, mentre le due donne si stavano dando alla fuga.
Il metodo
Questo di Aulla non è il primo caso di truffa ai danni di persone anziane, magari quando sono da sole in casa, in cui i delinquenti si fingono forze dell’ordine e, con questa scusa, irrompono in casa delle vittime dopo averle chiamate al telefono o aver mandato un sms.
Non raro anche il metodo della chiamata in cui si finge che un parente della vittima sia in stato di fermo o coinvolto in un grave incidente. Tramite lo stesso metodo di estorsione del caso di Aulla, i truffatori inventano che sia necessario pagare una quota urgentemente, in contanti o oro.
L’arresto di Chiusi
Se anche per le due truffatrici di Aulla il piano criminale non è andato a buon fine, recentemente la polizia ha arrestato anche un altro truffatore nel comune di Chiusi, in provincia di Siena.
Si parla di un uomo di 45 anni, che, dopo un rocambolesco inseguimento, è stato arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo era stato inseguito dalle forze dell’ordine dopo una segnalazione da parte di un’agente non in servizio. La segnalazione è arrivata dopo un furto avvenuto ai danni di un’anziana residente nel grossetano.
L’uomo, durante la fuga, ha speronato le auto della polizia e ha tentato di disfarsi di parte del bottino. Gli agenti hanno poi rinvenuto una borsa con la refurtiva, del valore di cinquemila euro in contanti e oltre 160 monili in oro. Probabilmente il risultato di più truffe compiute dal ladro.
Il progetto del Ministero
“Attivi digitali – per non cadere nella rete” è il nome del nuovo progetto realizzato da Fondazione Lottomatica e Fondazione Longevitas. Il progetto è in collaborazione con il Ministero dell’Interno, Anci e Università degli Studi di Roma Foro Italico per prevenire le truffe informatiche agli anziani.
Il progetto fa parte del percorso formativo “Digitalmente attivi”, dedicato agli over 65, in 20 comuni e 12 regioni. Si tratta di una serie di incontri che insegnano come navigare in serenità e sicurezza in un mondo informatico ormai sempre più capillare nella vita di tutti i giorni.







