FIRENZE – Il Tar della Toscana ha accolto la richiesta cautelare presentata da Lav e Lndc Animal Protection e ha sospeso la caccia in deroga allo storno e anticipato l’apertura della stagione venatoria 2026-2027 per la specie.
La seconda sezione del tribunale amministrativo ha riconosciuto elementi a sostegno delle contestazioni sollevate dalle associazioni e ha rilevato il rischio di un danno irreparabile per gli animali, appartenenti a una specie protetta, considerando che gli abbattimenti erano già iniziati.
Secondo il Tar, la Regione non avrebbe motivato in modo adeguato la scelta di discostarsi dalle prescrizioni contenute nel parere dell’Ispra del 17 giugno 2026. Il documento indicava limiti territoriali, quantitativi e temporali per la caccia allo storno.
«Esprimiamo soddisfazione per una decisione che riconosce la necessità di fermare immediatamente una campagna di uccisioni sulla quale gravano importanti profili di illegittimità», dichiarano Lav e Lndc Animal Protection. Le associazioni sottolineano inoltre che la prosecuzione dell’attività avrebbe potuto provocare «un danno irreparabile agli animali selvatici».
Il provvedimento regionale sospeso autorizzava la caccia in deroga allo storno sull’intero territorio toscano, con un limite di 20mila individui fino al 13 dicembre 2026. Una successiva delibera aveva inoltre anticipato il «prelievo» di storno, piccione e tortora dal collare. Il ricorso delle associazioni riguarda però soltanto lo storno.
Con l’ordinanza depositata oggi, il tribunale ha accolto la domanda cautelare e sospeso gli atti impugnati fino alla definizione del giudizio di merito. La causa approderà all’udienza pubblica del 15 dicembre 2026. In quella data, osservano le associazioni, l’autorizzazione regionale avrà comunque già esaurito il proprio periodo di validità.
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