SIENA – Torna al Santa Maria della Scala ‘Xenos festival di performance’, terza edizione, ideato dal presidente Cristiano Leone, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini.
Due giorni, 13 e 14 novembre, dedicati alla performance dal vivo in stretta relazione con il museo. «Dopo l’edizione 2025, dedicata allo sguardo, quest’anno ci concentriamo sulla relazione con gli spazi: il rapporto che si sviluppa fisiologicamente tra chi entra e il Santa Maria della Scala, le opere presenti, gli ambienti, i suoi volumi», ha anticipato Leone nella Sala Italo Calvino.
Il Festival conferma il Santa Maria della Scala come uno dei principali centri europei
dedicati alla performance contemporanea, con opere dal vivo e progetti in realtà
virtuale.
«L’importanza di questo Festival è anche la sua missione: quella, attraverso le performance degli artisti, di cercare di far comprendere il ruolo delle Istituzioni culturali: nel Santa Maria della Scala, per le sue origini e l’evoluzione, anche quello di celebrare tutto ciò che riguarda il corpo. Un progetto concepito per questo complesso, come tutto ciò che adesso si sviluppa al suo interno. La performance artistica, pur con la difficoltà di comprendere una reazione anticipata del protagonista e dello spettatore, supera la staticità delle opere d’arte tradizionali. Le immagini fisiche in movimento trasformano il corpo, consapevole di ciò che impongono i suoi limiti, in un mezzo di espressione e comunicazione. Un percorso complesso che ci ha convinti, per le sue esperienze e capacità, ad avviare e continuare questo percorso con Anna Lea Antolini», ha detto Leone.
«Siena – ha commentato il sindaco Nicoletta Fabio – accoglie Xenos come un appuntamento di grande valore culturale, testimonianza della capacità di Siena di mettere in relazione passato, presente e futuro». In sala, la direttrice Chiara Valdambrini.
Il programma
La terza edizione, tra performance itineranti, site specific, tecnologie e realtà virtuale, ospita per la prima volta il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, riferimento in Italia. Sarà protagonista di due progetti: Dansite, selezione di esperienze in realtà virtuale dedicate al rapporto tra danza, tecnologia, patrimonio culturale; e Microdanze, percorso itinerante affidato a coreografi. «È evidente che – ha continuato Antolini – il primo riconoscimento è per gli artisti, senza i quali non ci sarebbe Xenos: una gratitudine dovuta dal loro ruolo. La performance, a differenza di altre espressioni culturali, sviluppa la varietà di stili e linguaggi il confronto generazionale. Eleva l’effimero, come lo è la relazione tra il corpo degli artisti e il pubblico che, con le sue reazioni e condivisioni, diventa partecipe della performance».
«Il Santa Maria si è adattato nel tempo a questo Festival anche – ha continuato Leone – accogliendo mostre, come ‘Rememberì Joseph Beuys’, ideali per interarsi con Xenos, dando una vita più completa ai magazzini della Corticella». «In questa edizione – ha anticipa Antolini –, Xenox rafforza il suo rapporto con il territorio anche accogliendo compagnie, Irene Stracciati, Francesca Duranti e Motus, di questa realtà». Altri gli artisti in scana a Xenos, produzione esecutiva di Impersive, contributo di Sigerico, supporto di Immagine Studio.







