Nicoletta Fabio, sindaco di Siena
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“La vicenda di Mps, dopo l’assemblea del 29 ottobre, entra in una fase nuova e ancor più delicata, che richiede responsabilità e unità di intenti”.

Così il sindaco di Siena Nicoletta Fabio. Che rende noto di avere “invitato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, a un incontro urgente. Lo scopo è fare il punto sugli sviluppi della vicenda e condividere le prossime iniziative. Gli obiettivi restano quelli di salvaguardare l’integrità della banca, mantenere le funzioni direzionali a Siena, garantire i livelli occupazionali, tutelare il marchio e il radicamento territoriale”.

“Le istituzioni che rappresentano il territorio e i cittadini, in primis il Comune di Siena, sono i soggetti deputati a lavorare per ottenere garanzie precise, impegni concreti e formali su questi obiettivi. Anche attraverso un’interlocuzione diretta con i protagonisti delle operazioni in corso e con i proponenti delle offerte pubbliche di acquisto” conclude Nicoletta Fabio.

Giani: “ci vedremo presto”

“Sono assolutamente convinto sia necessario che ci dobbiamo riunire con la sindaca di Siena e la presidente della Provincia. Quindi a stretto giro di posta ci sintonizzeremo per vederci”. Ha replicato Eugenio Giani. “Era necessario che dopo l’assemblea – ha sottolineato il presidente della Regione – vi fossero le condizioni per esaminare bene il nuovo scenario, perché è indubbio che oggi si è rappresentato un nuovo scenario dopo che le proposte che Lovaglio aveva fatto all’assemblea del Monte dei Paschi non sono state accolte”.

Sul fronte Mps. Gli accordi con Anima

Intanto emergono le prime dichiarazioni che esprimono difficoltà sul piano della futura, eventuale, acquisizione di Mps da parte di Intesa Sanpaolo e conseguente spezzettamento della rete della banca senese. Stamani è intervenuto l’amministratore delegato di Anima Holding, Saverio Perissinotto, ricordando agli analisti che esiste fino al 2030 un contratto di distribuzione in essere con banca Mps che, dopo Banco Bpm, è “il secondo distributore dei prodotti di Anima”.

“Mi auguro che venga rispettato qualunque sia il destino del Monte – ha detto -. Abbiamo un contratto con Mps che scadrà nel 2030. Spero e stiamo lavorando affinché il contratto venga rispettato. Dobbiamo ancora capire come avverrà la separazione tra le attività di retail banking che apparentemente saranno mantenute da Intesa San Paolo e quelle che saranno cedute al mondo Bper” separazione che “ovviamente farà un’ulteriore differenza per noi”, ha aggiunto. “Stiamo lavorando al dossier e stiamo collaborando con il nostro ufficio legale e con la divisione delle operations e con Banco Bpm, nostro azionista di maggioranza, al fine di stabilire la posizione più favorevole possibile” in relazione all’esito dell’Opas di Intesa.

Anima non ha deciso se aderire all’Opas

Poi, ha anche precisato che Anima Sgr non ha ancora deciso se consegnerà la sua quota in Mps a Intesa Sanpaolo, nell’ambito dell’Opas. “Il board non ha ancora preso una decisione formale se consegnare o meno” le azioni all’Opas. Al momento la Sgr possiede circa l’1,5% di Mps. Perissinotto ha detto che in caso di consegna delle azioni Anima si ritroverebbe con circa “lo 0,3% di Intesa Sanpaolo” a cui si aggiunge una componente cash di circa “60 milioni di euro”.

Mps, per Bankitalia è banca sistemica

Intanto, nei giorni scorsi, passata un po’ sotto silenzio, la Banca d’Italia ha aggiornato la lista delle banche sistemiche per il 2027. Nell’elenco degli istituti rilevanti per la stabilità del sistema finanziario nazionale entrano anche Mps e Bper banca. Con loro anche i gruppi Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Iccrea.

Cosa significa essere banca sistemica

Sono definite banche sistemiche quelle che per dimensione, attività e interconnessioni con il resto del settore vengono ritenute tali da “poter generare impatti rilevanti sull’intero sistema in caso di difficoltà”. Per questo le Autorità di Vigilanza impongono loro un capital buffer. Una riserva patrimoniale extra che serve ad aumentare la capacità dell’istituto di assorbire eventuali perdite senza compromettere l’operatività e la fiducia nel sistema.

Suona perlomeno curioso che, in un momento tanto delicato per l’economia globale, il mercato decidesse di “eliminare” di fatto una delle banche, Mps, su cui la stessa Bankitalia fa affidamento per la “stabilità del sistema finanziario” del Paese. Una responsabilità in più che grava sui soci che dovranno decidere di vendere le loro azioni a Intesa Sanpaolo.

 

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