Posa della prima palancola stamani nel canale dei Navicelli a Pisa.
Si tratta del l’avvio ufficiale dei lavori di rifacimento del nuovo “palancolato” del Canale dei Navicelli, un intervento infrastrutturale di rilevanza per la sicurezza, navigabilità e sviluppo economico dell’intera area portuale e produttiva.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, il Sindaco di Pisa, Michele Conti, le istituzioni del territorio e degli enti competenti.
“Il rifacimento del palancolato – si legge in una nota – costituisce un tassello fondamentale del piano di investimenti avviato dalla Port Authority di Pisa, finalizzato a garantire maggiore sicurezza idraulica, sostenibilità strutturale e competitività del Canale, rafforzandone il ruolo di polo strategico per l’industria nautica, la cantieristica e l’intero indotto locale”.

«Con l’avvio dei lavori sul Canale dei Navicelli mettiamo in campo un investimento da 30 milioni di euro per garantire sicurezza, piena operatività e sviluppo a un’infrastruttura strategica per la nautica italiana e per l’economia del territorio – ha detto il deputato e viceministro al Mit, Edoardo Rixi -. Il canale è una via essenziale per i cantieri e per un distretto produttivo di eccellenza unico nel Paese. Questo intervento, che include opere di consolidamento e un nuovo ponte a campata mobile, rafforza l’integrazione tra porto, canale e accesso al mare e si inserisce nella più ampia strategia del Governo di sostegno a un settore in cui l’Italia è leader mondiale. Investire in infrastrutture significa sostenere imprese, occupazione e Made in Italy».
Pisa, bandita gara europea per la messa in sicurezza dei Navicelli: lavori per 30 milioni
«Oggi è una data importante perché segna l’avvio concreto dei lavori di palancolatura lungo il Canale dei Navicelli – ha detto il sindaco di Pisa, Michele Conti -. Un passaggio fondamentale, reso possibile grazie a un emendamento approvato nel 2024, che ha consentito di portare sul Canale 30 milioni di euro complessivi per questa infrastruttura strategica». «Ringrazio l’onorevole Edoardo Ziello per il lavoro svolto in Parlamento e il Vice Ministro Edoardo Rixi, che ha sostenuto con convinzione questo progetto. La sua conoscenza diretta del settore nautico, che unisce Liguria e Toscana, è stata determinante. Insieme al Governo centrale abbiamo lavorato affinché il nostro Canale diventasse più attrattivo e in grado di accogliere nuove imprese».
Il Sindaco ha poi indicato le prossime sfide: «Restano due passaggi strategici. Il primo è la realizzazione del ponte mobile sul canale scolmatore, che consentirà alle imbarcazioni di uscire direttamente a mare dalla foce armata, senza transitare dal porto di Livorno, anche alla luce dei grandi investimenti sulla Darsena Europa. Il secondo è aprire un’interlocuzione seria e concreta con la Regione Toscana e con l’Ente Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, per il piano di gestione, individuando aree che possano essere dedicate allo sviluppo della nautica».

Il canale dei Navicelli
Il Canale dei Navicelli misura 17 km di lunghezza, 33 metri di larghezza e 3 metri di profondità: viene utilizzato dai cantieri navali, situati sulle sue sponde, per l’uscita in mare delle imbarcazioni prodotte e per l’entrata delle imbarcazioni che necessitano di opere di manutenzione e refitting.

I lavori per la realizzazione del Canale iniziarono nel 1560 e furono portati a termine tra il 1575 e il 1576: la sua lunghezza totale era di 22 km, con una larghezza di 18 mt ed una profondità di 1,50 mt. Vi si accedeva dal fiume Arno (attraverso Porta a Mare di Pisa) e terminava presso l’attuale quartiere “Venezia Nuova” nei pressi del porto di Livorno.
Il nome assegnato (“Navicelli”), deriva dalle agili e caratteristiche imbarcazioni utilizzate lungo il fiume Arno e condotte dai cosiddetti “navicellai”, protagonisti assoluti del traffico del canale fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e che, padroni del proprio natante, vivevano spesso a bordo con tutta la famiglia.
Dopo i bombardamenti alleati, la flotta dei natanti venne completamente distrutta e il Canale subì un parziale interramento. Poi, negli anni ‘50-‘60 venne costituito l’attuale tracciato. Da allora, la logistica di trasporto si è ridotta a favore della cantieristica per imbarcazioni da diporto.







