Candidata di Toscana Rossa
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FIRENZE – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Antonella Bundu, confermando che i voti ottenuti dalla candidata presidente non possono essere trasferiti alla lista collegata per superare la soglia di sbarramento del 5%.

Di conseguenza la lista Toscana Rossa non entrerà nell’assemblea regionale.

Il nodo del contendere

Bundu aveva chiesto che le preferenze raccolte a suo favore come candidata governatrice — in totale 72.321 voti, di cui oltre 11.200 espressi esclusivamente sul suo nome — venissero attribuite anche alla lista Toscana Rossa, ferma a 57.250 voti (4,51%). Secondo la ricorrente, l’assegnazione dei voti “solo presidente” alla lista avrebbe permesso a Toscana Rossa di superare la soglia di sbarramento e ottenere seggi in Consiglio regionale.

La decisione del Consiglio di Stato

I giudici amministrativi hanno però escluso questa possibilità. Nella sentenza il Consiglio di Stato sottolinea che la legge elettorale regionale non prevede il trasferimento automatico dei voti espressi esclusivamente per il candidato presidente alle liste collegate. I magistrati ritengono che l’assenza di una norma in tal senso rappresenti una scelta intenzionale del legislatore: “La mancata previsione dell’attribuzione dei voti espressi al solo candidato presidente alla lista o alle liste ad esso collegate costituisce espressione della voluntas legis di non disporre tale attribuzione”, recita il dispositivo.

Interpretazione del voto dell’elettore

La sentenza aggiunge che il voto espresso solo sul nome del candidato senza indicazione della lista può essere interpretato come un segnale di non adesione alla proposta politica collegata. Secondo i giudici, la mancata preferenza alla lista può costituire un indice di mancato gradimento della stessa.

Iter giudiziario e chiusura della vicenda

L’odierno pronunciamento riguarda il ricorso in appello presentato da Bundu dopo la sentenza del Tar di febbraio, che aveva già escluso la possibilità di conteggiare i voti “solo presidente” a favore della lista. Con la conferma del Consiglio di Stato la questione appare definitivamente chiusa dal punto di vista giuridico.

Il commento di Antonella Bundu

Antonella Bundu ha dichiarato di prendere atto della sentenza, osservando però come la corte abbia ritenuto “astrattamente plausibile” la sua interpretazione. “Questo aumenta la rabbia di chi, il giorno dello spoglio, ha vissuto con sorpresa e frustrazione l’esito, ritenendo assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta solo sul cognome Bundu invece che sul simbolo di Toscana Rossa”, ha detto. Bundu ha aggiunto che valuterà i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte, ringraziandoli insieme a Stumpo e Palagi, co‑firmatari del ricorso.

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