Foto Fabio Muzzi
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Terminata la realizzazione del ponteggio per il cantiere di restauro del Campanile di Giotto della Cattedrale di Firenze. A breve partirà il restauro completo della celebre torre campanaria. Il primo, ormai non più non pracastinabile, nella sua plurisecolare storia, in grado di metterlo definitivamente in sicurezza. Un intervento da 7 milioni di euro della durata di 5 anni.

Lo stesso ponteggio è un’opera altamente ingegneristica, progettata per avere il minore impatto visivo e garantire l’esperienza ai turisti che visitano il monumento.

Alto 86 metri (il Campanile si sviluppa per una altezza di 89,20 metri e 109 alla croce), permetterà di restaurare il monumento per fasi. Saranno così svelate progressivamente le parti restaurate.

La realizzazione del cantiere  è durata poco più di quattro mesi. Mentre i lavori del restauro dovrebbero durare 5 anni. Il costo è di oltre 7 milioni di euro, interamente finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

È la prima volta che il Campanile di Giotto è oggetto di un restauro nella sua interezza, sia all’esterno che all’interno. Nel passato ci sono stati numerosi interventi, documentati a partire dal 1939, ma relativi solo a parti del monumento.

L’intervento di restauro si è reso necessario e non procrastinabile per mettere in sicurezza il Campanile. L’opera è caratterizzata da un forte degrado delle superfici di rivestimento esterno (marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia). Particolarmente evidente negli elementi aggettanti della terrazza sommitale e negli apparati decorativi.

I falchi pellegrini

Durante la realizzazione del cantiere di restauro, in accordo con Lipu e esperti del settore, l’Opera ha adottato delle misure speciali per la salvaguardia della nidificazione dei volatili. In particolare della coppia di falchi pellegrini che dalla metà degli anni 2000 si è stabilita sui monumenti del Duomo di Firenze.

Il progetto di cantiere

Il progetto del cantiere si fonda su una visione multidisciplinare che integra l’ingegneria strutturale con le più avanzate tecnologie di monitoraggio e sicurezza.

“L’obiettivo era realizzare un cantiere che non alterasse l’equilibrio statico del Campanile e non ne nascondesse la bellezza – spiega Samuele Caciagli, responsabile ufficio tecnico dell’Opera e dei Lavori -. Abbiamo utilizzato materiali e attrezzature ideati per essere integralmente recuperati e riutilizzati in cantieri futuri”.

Il ponteggio

Il cuore tecnologico della struttura è nel sistema di ponteggio modulare in acciaio Layher, selezionato per la sua straordinaria flessibilità e per la capacità di adattarsi alle geometrie variabili e alle sporgenze del Campanile. Questa soluzione permette di creare piani di lavoro perfettamente calibrati sulle esigenze dei restauratori, consentendo loro di muoversi in sicurezza.

“L’intervento di restauro è finalizzato alla conservazione e salvaguardia dell’integrità del monumento, attraverso un’attenta fase preliminare di conoscenza, rilievo e diagnostica, afferma Beatrice Agostini, responsabile Ufficio Restauri dell’Opera.

Le attività saranno orientate alla conferma del progetto eseguito e quindi dei fenomeni di degrado quali alterazioni cromatiche, depositi superficiali, incrostazioni e croste nere, alla verifica del quadro fessurativo e delle eventuali problematiche strutturali, nonché alla specifica definizione di metodologie operative differenziate in funzione dei materiali e delle specifiche condizioni conservative.

Il Campanile di Giotto

Il Campanile della Cattedrale di Santa Maria del Fiore – universalmente noto come “Campanile di Giotto”, dal nome del grande artista che ne fu il primo ideatore – è una delle più belle torri campanarie d’Europa e un capolavoro assoluto dell’arte gotica italiana.

La torre, un parallelepipedo di pietra forte interamente rivestito di marmi, con una base quadrata di circa 15 metri per lato e murature di notevole spessore, che raggiungono i 330 cm, si innalza fino a 89,20 metri sopra i tetti di Firenze, qualificandosi come il terzo edificio più alto della città, dopo la Cupola di Brunelleschi e la Torre di Palazzo Vecchio, e, insieme a questi, come uno dei suoi edifici identitari.

Concepito su più livelli, ben scanditi dalle decorazioni esterne, il campanile si percorre salendo una scalinata di 414 scalini che, nella metà superiore, attraversa tre logge sovrapposte, aperte su eleganti coppie di bifore e grandi trifore, da cui si gode una vista sulla città che si amplia progressivamente, fino a raggiungere un terrazzamento sommitale con coronamento a sbalzo.

L’ideazione e l’inizio della costruzione furono affidati a Giotto nel 1334. Alla sua morte, tre anni più tardi, l’incarico passò al suo allievo Andrea Pisano, che completò il terzo livello e lo ornò di rilievi e sculture. Infine, Francesco Talenti completò l’edificio nel 1359, conferendogli l’aspetto attuale.

All’esterno, il Campanile è totalmente ornato da marmi bianchi, rossi e verdi, lavorati con motivi geometrici e floreali, ed è impreziosito nei primi livelli da un complesso straordinario di sculture, realizzate tra XIV e XV secolo, i cui originali sono oggi esposti nel Museo dell’Opera a Firenze.

Il Campanile è dotato di 12 campane, di cui cinque più antiche oramai dismesse; la più grande di queste (di 165 cm d’altezza per 142 cm di diametro e del peso di 1.268 kg), è chiamata “Apostolica”, venne realizzata nel 1401 dai fonditori Niccolò e Luca Bondigi da Cortona e la si può ammirare lungo il percorso di visita.

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