visita al Don Bosco del consigliere regionale Federico Eligi
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Sopralluogo al carcere Don Bosco di Pisa di una delegazione guidata dal consigliere regionale Federico Eligi per verificare lo stato del carcere.

“Una situazione drammatica, intollerabile in uno Stato civile. Rischia di trasformarsi in una polveriera da un momento all’altro”. Così il giudizio del vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Federico Eligi, dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi nel carcere Don Bosco di Pisa. La visita segue gli esposti urgenti presentati dallo stesso consigliere alle aziende sanitarie per chiedere verifiche sulle condizioni della struttura.

Al sopralluogo hanno partecipato Luca Pisani dell’Ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale, la garante dei detenuti di Pisa Valentina Abu Awwad, gli avvocati Piero Soldaini dell’Osservatorio Carceri della Camera Penale e Riccardo Ghilli dell’Ordine degli avvocati. Ad accompagnare la delegazione la direttrice del carcere Alice Lazzarotto. A lei Eligi riconosce il merito di aver evitato che la situazione degenerasse grazie al “grande lavoro e impegno”.

Secondo il consigliere regionale, il recente trasferimento di una ventina di detenuti dal carcere di Sollicciano, disposto dopo la chiusura di alcune sezioni dell’istituto fiorentino, avrebbe aggravato il già pesante sovraffollamento del Don Bosco.

“Il Don Bosco sta scoppiando. Il travaso di detenuti senza una pianificazione sta scaricando su Pisa tensioni insostenibili. Il clima interno è pronto a detonare”.

Durante la visita, riferisce Eligi, sarebbero emerse diffuse criticità igienico-sanitarie, tra cui caldo intenso, infiltrazioni d’umidità, muffe e una presenza estesa di cimici da letto, oltre al rischio di nuovi focolai di scabbia dopo un’emergenza affrontata nei mesi scorsi.

Il consigliere riferisce inoltre di aver riscontrato la presenza di almeno due detenuti ultraottantenni, uno dei quali affetto da una grave patologia oncologica.

Chiediamo intervento Asl

“Chiediamo con forza – conclude Federico Eligi – che le aziende sanitarie diano immediato corso alle verifiche ispettive richieste nei giorni scorsi. Serve una mappatura scritta e incontrovertibile di queste criticità per costringere le istituzioni a intervenire. Il degrado non colpisce solo i detenuti, ma investe drammaticamente anche gli agenti di Polizia Penitenziaria e tutto il personale, costretti a operare quotidianamente in un contesto pesante, depressivo e instabile. Difendere l’igiene del Don Bosco significa difendere la dignità di tutti”.

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