Cenci o chiacchiere? Bugie o frappe? Crostoli o maraviglias? Se sul nome ancora l’Italia non è d’accordo, il sapore dei rettangoli di pasta fritta cosparsi di zucchero a velo tipici del periodo di Carnevale mette tutti d’accordo.
Domani è Martedì Grasso, e mentre si avvicina il periodo di Quaresima, nelle città toscane continuano, fino a marzo, i festeggiamenti e le sfilate in maschera, accompagnate dal profumo dei dolci tipici della tradizione.
I cenci
I cenci sono uno dei dolci più amati anche in Toscana, dove prendono il nome dagli “stracci” di tessuto, che la forma ricorda.
Ma il nome di questo dolce continua a far discutere anche all’interno dei confini regionali: le altre due alternative sono donzelle e crogetti, quest’ultimo dolce tipico della Valdichiana.
All’impasto viene aggiunto il vinsanto e vengono serviti cosparsi di miele e zuccherini.
Le frittelle
Altro grande classico del Carnevale toscano sono le frittelle di riso, che si mangiano in occasione della festa di San Giuseppe (19 marzo), ma che in realtà accompagnano, con il loro profumo di arancia, tutto il periodo di Carnevale.
Riso, latte e zucchero gli ingredienti principali, ai quali, a seconda della tradizione di casa, venivano aggiunti rum, uvetta, vinsanto e scorza di arancia o limone.
Le castagnole e le ondine
Simili di forma alle frittelle sono le castagnole: dolce tipico italiano, che prende nome e forma dalle castagne, in Toscana viene spesso rivisitato con una forma quadrata e bagnato nell’alchermes.
Tonde e fritte sono anche le ondine, dolce di Carnevale tipico di Viareggio: delle piccole palline di pasta che ricordano il sapore dei bomboloni, ripieni di crema chantilly. Il nome è un omaggio alla maschera femminile del Carnevale di Viareggio, Ondina, compagna di Burlamacco.
La schiacciata fiorentina
Altro simbolo del Carnevale toscano è la schiacciata fiorentina, che anticipa la sua omonima pasquale, ma non nel sapore: spezie tipiche dell’impasto sono la cannella, lo zafferano e la noce moscata, oltre all’aroma di scorza d’arancia.
La schiacciata è coperta di zucchero a velo, dove viene disegnato, con il cacao amaro, un giglio fiorentino. La ricetta storica delle suore dell’ex Convento delle Murate non prevede ripieno, anche se oggi è possibile trovare varianti ripiene alla panna, crema e pistacchio.
I frati fritti
I frati o ciambellini fritti sono un altro dolce tipico del Carnevale toscano: piccole ciambelle cosparse di zucchero, prenderebbero il loro nome dalla chierica dei frati.
Il berlingozzo
Il berlingozzo è un altro dolce tipico della tradizione fiorentina, che veniva consumato di solito il giovedì grasso (berlingaccio), da cui prende il nome. E’ un dolce molto simile al ciambellone, aromatizzato all’anice o all’arancia e spesso cosparso di glassa e zuccherini.
Gli zuccherini di Fucecchio
Gli zuccherini sono il dolce tipico del Carnevale di Fucecchio: biscotti all’anice a forma di ciambella da consumare con il vinsanto.
Il buco serviva alla loro conservazione: i biscotti dovevano infatti durare fino alla Quaresima, ed erano impilati lungo un bastone.
La spongata lunigiana
Sebbene la spongata, in Italia, sia un dolce tipico delle festività natalizie, in Lunigiana è un dolce strettamente associato al Carnevale.
I giovani di Pontremoli regalavano il dolce, composto da due dischi di pasta frolla ripieni di miele e frutta secca, come proposta di matrimonio alle proprie fidanzate.
I quaresimali
Finisce il Carnevale e inizia la Quaresima, che, nonostante il tradizionale periodo di digiuno, porta con sé le proprie specialità culinarie. Tra queste i quaresimali, tipici biscotti toscani al cacao, a forma di lettere dell’alfabeto, per ricordare le parole del Vangelo.







