SIENA – La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha trasmesso ai carabinieri del comando provinciale di Siena un fascicolo contenente 191 fotografie di persone presenti in vicolo Monte Pio la sera della morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi.
L’obiettivo è identificare alcuni soggetti, in particolare un uomo col telefono in mano visibile sul lato sinistro di una delle immagini.
«Abbiamo invitato ai carabinieri del comando provinciale di Siena il fascicolo con 191 fotografie di persone presenti in vicolo Monte Pio a Siena — dove è stato trovato il corpo di David Rossi — per identificare alcuni soggetti, tra cui uno in particolare» che si trova sulla sinistra del fotogramma, ha dichiarato il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza.
L’obiettivo: togliere ogni dubbio
Il materiale, oltre 200 scatti complessivi, era stato realizzato all’epoca da un fotografo e acquisito dalla precedente Commissione d’inchiesta. Secondo Vinci, l’iniziativa serve a «togliere ogni dubbio sulle persone presenti nel vicolo quella sera» e a prevenire eventuali scambi di persona.
«L’intenzione è scoprire chi c’era nel vicolo quella sera e in quella foto», ha sottolineato il presidente, auspicando che anche la diffusione delle immagini attraverso la stampa possa spingere qualcuno a farsi avanti.
Segreto ancora per 30 giorni
La Commissione ha inoltre deciso di mantenere per altri 30 giorni il segreto su alcune parti di verbali e annotazioni depositate in archivio. Vinci ha spiegato che la misura è ritenuta opportuna per tutelare lo svolgimento delle verifiche in corso.
I lavori riprenderanno la prossima settimana con l’audizione dell’allora segretaria dell’ex capo della comunicazione di Mps, chiamata a riferire sulle attività di Rossi nel Mantovano e negli altri luoghi che frequentava. Tra circa quindici giorni è invece previsto l’ascolto dell’avvocato Cristiano Vecoli, che all’epoca assisteva David Rossi.
Le indagini delle procure
Sulla morte di Rossi proseguono, nel massimo riserbo, le indagini della Dda di Firenze e di Brescia, avviate per omicidio anche a seguito dell’esposto presentato dai familiari del manager. Le indagini si intrecciano con il lavoro della Commissione, che nei mesi scorsi ha trasmesso alle procure atti contenenti riferimenti a un presunto coinvolgimento di persone vicine al boss Grande Aracri.
L’ipotesi dei commissari è quella di una intimidazione, degenerata in omicidio, collegata al taglio delle sponsorizzazioni elargite da Mps nei mesi precedenti alla tragedia.







