Intervenuta per la bambina
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AREZZO – Un cittadino albanese di 30 anni è stato ucciso con un colpo di pistola alla gola poco prima di mezzanotte, davanti a un locale nella zona di Olmo, nell’aretino.

L’uomo, incensurato, è morto sul colpo al culmine di un ennesimo scontro con un connazionale, muratore di 30 anni presso una ditta locale, che lo conosceva da tempo e che è stato arrestato nella notte dopo una caccia all’uomo.

La confessione dell’arrestato

Interrogato in questura, il presunto assassino ha confessato l’omicidio, attribuendolo a “attriti prolungati” con la vittima, un tempo amico. “Mi perseguitava”, ha dichiarato, spiegando di essersi procurato l’arma proprio per difendersi dalle presunte “vessazioni continue”. Nessun dettaglio sul movente specifico: “Ce l’aveva con me senza motivo”, ha aggiunto, raccontando di aver tentato più volte di riappacificarsi contattando i familiari della vittima. Nei corridoi della questura si sono registrati momenti di tensione tra l’arrestato e alcuni parenti del trentenne. Insulti e minacce, prontamente sedati dagli agenti per evitare contatti.

Le indagini in corso

La squadra mobile di Arezzo, coordinata dal pubblico ministero Emanuela Greco, indaga per ricostruire con precisione i fatti e chiarire il contesto. Sia la vittima che l’arrestato risultano incensurati, favorendo l’ipotesi di un omicidio impulsivo nato da rancori personali, a scapito di piste legate a ambienti criminali. Il corpo è stato trasferito in medicina legale per l’autopsia, mentre proseguono le ricerche di testimoni e l’analisi delle telecamere di sorveglianza.

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