VAGLI DI SOTTO – Un’iniziativa destinata a far discutere ben oltre i confini della provincia di Lucca.
Nel piccolo comune di Vagli di Sotto, incastonato nell’Alta Garfagnana, si è svolta la cerimonia di inaugurazione di una targa commemorativa dedicata a Darya Dugina, giornalista e scrittrice russa, figlia del filosofo Aleksandr Dugin (definito “l’ideologo di Putin”), uccisa il 20 agosto 2022 nei pressi di Mosca da un’autobomba, attentato attribuito dai servizi d’intelligence agli apparati ucraini.
La nuova lapide, dopo la statua eretta in onore di Putin nel 2022 è stata posizionata ai piedi del monumento marmoreo dedicato ad Aleksandr Prochorenko, l’ufficiale russo caduto in Siria nel 2016 combattendo contro l’Isis. Un gesto promosso dall’Associazione Culturale ‘Cuore Russo’ (Associazione per l’amicizia russo-italiana) presieduta da Marco Mosti, che ha trovato il sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Puglia.
Presenze diplomatiche e l’affondo dell’ambasciatore
Alla cerimonia hanno presenziato le massime autorità diplomatiche della Federazione Russa in Italia: l’ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, e il console generale a Genova, Kirill Ignatov. Nel corso del suo discorso (rilanciato dai canali social dell’ambasciata), Paramonov ha definito il «martirio di Darya Dugina» un «simbolo distintivo del conflitto in corso in Europa», sottolineando che con questo gesto si è rinsaldato il «nerbo dell’amicizia» tra i popoli di Italia e Russia.
Il diplomatico ha tracciato un netto contrasto polemico «Da una parte c’era una giovane donna erudita, esperta di filosofia e proiettata verso il futuro, ispirata ai valori cristiani; dall’altra, gli attuali governanti dell’Ucraina che, con l’avallo dei loro sostenitori occidentali, si richiamano a nazionalisti trogloditi, a carnefici collaborazionisti di Hitler».
Paramonov ha poi accusato le autorità di Kiev di «bruciare sul rogo i libri di Dostoevskij e Tolstoj e abbattere monumenti a Puškin e all’Armata Rossa», criticando il silenzio della politica e del giornalismo occidentale di fronte a quelle che definisce «azioni criminali e terroristiche».
L’iscrizione e i riferimenti storici
La targa recita un’iscrizione bilingue (italiano e russo): «Anima luminosa e spirito indomito, che ha cercato la bellezza nella verità e la tradizione nell’eterno, il suo sacrificio non ha spento la luce, ma l’ha resa stella polare per chi ama la propria terra. Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta».
Durante la commemorazione, il sindaco Mario Puglia ha rievocato i legami storici del paese garfagnino con la Russia risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ricordando come 50 ragazzi russi, deportati in zona da tedeschi e fascisti, riuscirono a liberarsi unendosi alla popolazione locale per diventare capi partigiani.
All’evento hanno partecipato anche delegazioni di Democrazia Sovrana Popolare (DSP) e Fiamma Tricolore. Se DSP ha rivendicato la presenza come una «precisa scelta di campo», Fiamma Tricolore ha affermato che «ogni vittima della violenza merita rispetto, ricordo e verità».
Reazioni politiche e la replica del Sindaco
L’iniziativa ha sollevato immediate reazioni politiche. Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi ha commentato duramente su X: «Mi sarebbe piaciuto sentire la voce della Regione Toscana e dell’Anci, mi devo esser perso qualcosa. Nel giorno della indipendenza ucraina, che vergogna».
Sollecitato dalle polemiche, il sindaco Mario Puglia è intervenuto nuovamente con una nota ufficiale per chiarire la posizione del Comune: «Commemorare una persona, incontrare rappresentanti istituzionali o favorire rapporti culturali non significa fare propaganda, né prendere posizione a favore di ogni idea politica o delle scelte del Governo russo. Significa riconoscere il valore del dialogo e la possibilità, anche in momenti difficili, di non interrompere ogni rapporto».
Puglia ha concluso ribadendo che la storia delle relazioni culturali ed umane tra Italia e Russia non può essere cancellata dalle vicende internazionali: «Dialogare con un Paese non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma avere la maturità di confrontarsi anche con chi ha posizioni differenti».







