SIENA – Quatuor Modigliani, oggi uno dei migliori quartetti a iivello mondiale, ospite della 103° Micat in Vertice venerdì 6 marzo al Teatro dei Rozzi.
Nato nel 2003, con sede a Parigi, Quatuor Modigliani è invitato nelle più importanti sale e eventi per quartetti d’archi e musica da camera. Fra l’altro, si è esibito alla Rockefeller University di New York, alla Kölner Philharmonie, alla Heidelberger Frühling, alla Konzerthuset di Stoccolma e, naturalmente, in Italia.
Altri momenti salienti, la tournée in Giappone, progetti alla Biennale del Quartetto d’archi di Parigi, a Zurigo, Los Angeles, Bruxelles, Colonia, Istanbul, Monaco. Fondatore e direttore artistico del Festival di Saint-Paul-de-Vence, è coinvolto in altre importanti manifestazioni. Quatuor Modigliani ha pubblicato numerosi CD vincitori di importanti premi.
All’abilità e alla capacità del Quatuor Modigliani, sono affidate alla Micat in Vertice alcune delle forme cameristiche più raffinate: La oración del Torero op. 34, Joaquín Turina; Quartetto in Sol minore op. 10, Claude Debussy; Quartetto in Fa maggiore, Maurice Ravel. Grazie al supporto di privati, Quatuor Modigliani si esibisce con quattro eccezionali strumenti italiani: Amaury Coeytaux suona un violino ‘Stradivari’, 1715, Loïc Rio un violino ‘Giovanni Battista Guadagnini’, 1780, Laurent Marfaing una viola ‘Luigi Mariani’, 1660; François Kieffer un violoncello ‘Matteo Goffriller’, 1706.
‘La oración del Torero op. 34’ è una breve composizione di Joaquín Turina del 1925. Dopo il successo della tournée degli Aguilar, il compositore decise di farne una trascrizione per quartetto d’archi e una versione per orchestra d’archi.
In un pomeriggio in cui a Madrid si svolgeva la corrida, nell’arena, nel cortile dei cavalli, notò che i toreri, prima della battaglia, pregavano; il contrasto fra l’intimità devozionale e il tumulto festoso del pubblico, ispirò un soggetto musicale espressivo ed energico.
Dopo un breve incipit quasi burrascoso, il brano alterna episodi meditativi a propulsione ritmica; il ritorno del tema orante iniziale conclude la composizione.
Il Quartetto d’archi in Sol minore (L.85/CD.91/Opus 10), unico quartetto d’archi di Debussy, fu scritto fra il 1892 e il 1893, a 31 anni. Dopo aver abbandonato l’opera Rodrigue et Chimène, compose il Quartetto.
Fu presentato per la prima volta il 29 dicembre 1893 dal Quartetto Ysaÿe alla Société Nationale de Musique di Parigi con reazioni contrastanti. La sensualità e gli impressionanti cambiamenti di tonalità sono emblematici per l’epoca, la struttura ciclica si allontana dall’armonia classica e indica una nuova strada da percorrere.
Maurice Ravel compose il suo Quartetto d’archi in fa maggiore nel 1903. Il movimento di apertura, in forma di sonata, presenta due temi successivamente riutilizzati nell’opera. Un secondo movimento scherzoso giocoso è seguito da un movimento lento lirico. Il finale reintroduce i temi dei passaggi precedenti e conclude vigorosamente l’opera. Il pezzo fu debuttò a Parigi nel marzo 1904.







