L'ex parroco di Vicofaro
Tempo lettura: 2 minuti

PISTOIA – La Santa Sede ha confermato l’estromissione di don Massimo Biancalani dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini.

Il Dicastero per il Clero ha infatti respinto il ricorso presentato dal sacerdote contro il provvedimento dell’ex vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, come anticipato da Il Manifesto.

Una decisione che chiude, almeno sul piano amministrativo, una vicenda durata oltre dieci anni e divenuta uno dei principali simboli del dibattito nazionale sull’accoglienza dei migranti. «Forse l’idea di Chiesa da campo non è più tra le principali attenzioni del Vaticano di Leone XIV», ha commentato don Biancalani, manifestando amarezza per l’esito del procedimento.

Dieci anni di accoglienza

Negli anni, la parrocchia di Vicofaro ha ospitato fino a circa 200 persone. L’esperienza promossa da don Biancalani ha raccolto sostegno da parte di associazioni e sostenitori dell’accoglienza, ma è stata anche oggetto di forti contestazioni, soprattutto per il sovraffollamento della struttura e le condizioni degli spazi.

Negli ultimi mesi il progetto di accoglienza si era progressivamente trasferito nella parrocchia di Ramini, dove attualmente vivono circa 50 migranti. Ed è proprio il futuro di questa esperienza a sorprendere maggiormente il sacerdote.

«Su Vicofaro sapevamo che sarebbe stato difficile — ha spiegato Biancalani — perché Tardelli aveva raccolto un dossier specifico che metteva in crisi il modello di accoglienza». Diverso, invece, il caso di Ramini, sul quale il sacerdote ritiene di dover ricevere indicazioni più chiare.

Don Biancalani riferisce di avere incontrato il vescovo Augusto Mascagna, che gli avrebbe chiesto di continuare a prendersi cura dei giovani ospitati a Ramini. «Ho capito che devo continuare a celebrare messa — ha detto — ma è bene che mi scriva due righe che lo ufficializzino».

Il ricorso respinto

Il procedimento avviato dalla diocesi riguarda la valutazione pastorale della gestione delle due parrocchie. Nel 2024 a don Biancalani era stato proposto un incarico presso l’Ufficio missionario diocesano, con la possibilità di mantenere il proprio impegno nel settore dell’accoglienza. Il sacerdote aveva però rifiutato la proposta.

In seguito aveva perso la rappresentanza legale della struttura di Vicofaro e aveva impugnato il provvedimento davanti agli organismi vaticani. Il Dicastero per il Clero ha ora respinto il ricorso.

La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere definitivamente conclusa. Don Biancalani ha 60 giorni di tempo per rivolgersi al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. «Sto valutando con i miei avvocati — ha affermato —. Nulla è scontato».

L’eventuale impugnazione non avrebbe comunque effetto sospensivo: la rimozione dal servizio pastorale resta dunque efficace.

Lo scontro politico

La decisione della Santa Sede ha immediatamente riacceso il confronto politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato sui social: «Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo». Sulla stessa linea la Lega Toscana, che ha definito «fortemente criticabile» la gestione dell’immigrazione portata avanti nelle parrocchie.

Don Biancalani ha replicato duramente al leader leghista. «I post di Salvini? Li ha sempre fatti — ha osservato —. Appartengono al suo stile e alla sua linea, che è inqualificabile e di grande irresponsabilità».

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici