FIRENZE – Le piogge di dicembre e gennaio mantengono la “severità idrica” in Toscana a livelli normali, grazie a precipitazioni che sostengono le disponibilità d’acqua locali.
Lo rivelano i dati di monitoraggio sull’idrogeologia, prodotti dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale (Aubac) per le regioni di competenza: Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria.
L’analisi, che copre il periodo dal 20 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026, evidenzia “significativi incrementi per gli invasi artificiali di Arezzo e Montedoglio”. Più in generale, “la combinazione tra precipitazioni e temperature stagionalmente coerenti risulta potenzialmente favorevole ai processi di ricarica idrica e ad accumuli nevosi alle quote più alte”, spiegano gli esperti dell’Aubac.
Gli effetti positivi del quadro meteoclimatico sono già visibili nei corsi d’acqua superficiali, nei laghi, negli invasi e nelle sorgenti a ricarica rapida. Una boccata d’ossigeno per il territorio, dopo le preoccupazioni estive per la scarsità idrica, che evita per ora rischi di siccità o dissesto idrogeologico.







