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MASSA – Soldi in cambio di invalidità civile, con tutti i benefici connessi: assegni mensili, indennità di accompagnamento e contrassegni per parcheggi disabili.

È l’ipotesi al centro dell’inchiesta della Procura di Massa, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari per cinque persone: due in carcere e tre ai domiciliari. I reati contestati sono corruzione e falso in atti pubblici. Altre 103 persone, soprattutto pazienti, sono indagate e le loro posizioni sono in verifica.

La ricostruzione degli inquirenti
Gli indagati avrebbero creato un sistema di favoritismi nelle commissioni medico-legali per ottenere benefici assistenziali, previdenziali e lavorativi, in cambio di denaro. L’indagine è partita nel 2024 da una denuncia di una donna cui era stata negata l’invalidità. I carabinieri del Nucleo investigativo di Massa, con la Polizia giudiziaria della Procura, hanno perquisito case e uffici della società Master (partecipata comunale che gestisce contrassegni disabili e riscossioni). Sequestrati documenti cartacei e digitali.

I protagonisti
Al centro c’è Maurizio Ratti, medico legale Asl Nord Ovest e ex consulente Procura, dirigente di commissione valutativa: arrestato in carcere per aver influenzato pratiche sanitarie. Con lui, in carcere, Elio Guatieri, pensionato e tramite tra pazienti e sanitari. Ai domiciliari Anna Santinami, psichiatra livornese (di Campiglia) e coordinatrice sanità penitenziaria Asl Toscana Nord Ovest, accusata di falsa certificazione; Marco Lazzini e Giovanni Giusti, 78 anni, consigliere comunale di Massa con la lista “Francesco Persiani Sindaco”. “Gioietta” Giusti, in Consiglio dal 1986 (ex centrosinistra, 691 preferenze nel 2023), avrebbe fatto l’intermediario con gli altri pensionati.

Nei prossimi giorni, i cinque saranno interrogati dal Gip per l’interrogatorio di garanzia.

Le reazioni di Comune e Asl
Il Comune di Massa precisa: «Nessun blitz in sede comunale, solo acquisizioni documentali alla Master. L’arresto del consigliere è per fatti estranei all’ente». L’Asl Nord Ovest: «Massima collaborazione con gli inquirenti, priorità alla trasparenza in Medicina legale e tutela pazienti. Impegno per accertare eventuali irregolarità».

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