FIRENZE – La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per la morte di Riccardo Magherini.
Un 36enne fiorentino deceduto il 3 marzo 2014 durante un intervento dei carabinieri a Firenze.
La sentenza di Strasburgo, emessa all’unanimità, ha ravvisato «due violazioni dell’articolo 2 (diritto alla vita/indagine) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo».
Magherini perse la vita dopo che i carabinieri lo immobilizzarono e ammanettarono, mantenendolo in posizione prona per circa 20 minuti. «Il fatto che i carabinieri abbiano tenuto R.M. a terra in posizione prona per circa 20 minuti dopo la sua iniziale immobilizzazione, e anche dopo che era apparentemente diventato incosciente, non fosse assolutamente necessario», ha stabilito la Corte.
Strasburgo ha inoltre criticato «carenze nell’indagine che ne è seguita (per quanto riguarda la sua indipendenza), nella formazione delle forze dell’ordine sulle tecniche di immobilizzazione e nelle linee guida in vigore in Italia all’epoca per mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita».
La Cedu ha precisato di non esprimersi sulla responsabilità penale degli agenti coinvolti e di «non mettere in discussione le decisioni dei tribunali italiani, che alla fine hanno assolto i quattro carabinieri».







