PISA – Era il 1989. Un anno cardine della contemporaneità, uno di quelli che ha cambiato per sempre la storia. E proprio in quell’anno, 37 anni fa, Keith Haring, pittore e grafico statunitense, dipingeva, proprio in Toscana, la sua ultima grande opera pubblica permanente.
Tuttomondo, questo il titolo del murales che colora la parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate di Pisa, è, a detta dello stesso artista, “uno dei suoi progetti più importanti”.
Talmente importante che non si è “limitato” a rimanere arte pubblica e fruibile a tutti, beneficio cittadino, ma che è diventata opera trasversale, arrivando anche al cinema. O meglio, quasi.
Nel 1989, tre giovani videomaker pisani (Andrea De Gioia, Roberto Burchielli e Andrea Soldani, allora membri e fondatori del collettivo Interferenze) decidono di seguire l’artista durante la realizzazione dell’opera, in un progetto che però non ha mai visto la luce del proiettore fino ad oggi. Nasce così il documentario _Tuttomondo_.
La proiezione
Sarà quindi una prima mondiale quella di giovedì 1 ottobre, dalle ore 18, al cinema Moderno di Pisa (invece che all’Auditorium di San Micheletto, come precedentemente comunicato), nell’ambito del Lucca Film Festival 2026 “Arte e Musica sul Grande Schermo”.
Sarà la prima volta che il film uscirà nella sua edizione completa: si aggiungono infatti settanta disegni e animazioni digitali che Haring aveva realizzato appositamente per il film, ma che, a causa della sua morte prematura, non avevano mai visto la luce.
Dopo una proiezione privata organizzata nel 2025 a New York presso The Center, storico punto di riferimento della comunità LGBTQ+, il film arriva a Pisa per raccontare quello che è stato un incontro unico, tra un artista di fama internazionale e una città che lo accolse in modo spontaneo e inaspettato.
La proiezione sarà accompagnata da una tavola rotonda, moderata da Alessandro Romanini, co-organizzata con Lucia Maffei, alla quale parteciperanno Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti Lucca, Andrea De Gioia, il regista Andrea Soldani e Piergiorgio Castellani, protagonista dell’incontro che portò Keith Haring a realizzare l’opera.
L’ingresso è libero previa prenotazione su luccafilmfestival.it
La nascita di _Tuttomondo_
Keith Haring arriva a Pisa grazie a Roberto e Piergiorgio Castellani, imprenditori di Pontedera che, nel 1987 al Greenwich Village di New York, gli proposero di realizzare un grande murale in Toscana, inizialmente a Firenze, dove però non trova seguito.
Haring segue subito con entusiasmo questa idea, che trova realizzazione proprio a Pisa, dove verrà individuato il muro laterale del convento di Sant’Antonio Abate. L’allora priore del convento, padre Luciano Masetti, accettò subito, riconoscendo il gran valore dell’opera e instaurando un dialogo significativo tra due mondi apparentemente opposti. O almeno per il tempo.
I lavori iniziano nel giugno del 1989. Per capire quanto Keith Haring, a soli 31 anni, fosse già un artista di fama internazionale, era protagonista di Documenta di Kassel, delle Biennali di Whitney e di Venezia e solo tre anni prima aveva dipinto un tratto del muro di Berlino. Muro che sarebbe caduto proprio qualche mese dopo rispetto al suo lavoro pisano.
Il documentario
I tre giovani filmmaker di Interferenze seguirono l’artista americano per quattro giorni, filmando sia il processo creativo che il rapporto che, piano piano e spontaneamente, si stava costruendo con la città.
Centinaia di persone, in quei giorni, assistettero curiose al cantiere: un momento che si trasformò in un vero e proprio happening collettivo, narrando la comunità pisana e l’accoglienza che un artista come Haring trovò nella città toscana.
Keith Haring aveva appunto seguito il processo di realizzazione del film, tanto da ideare appositamente settanta animazioni e disegni digitali che avrebbero dovuto accompagnare la proiezione. L’artista avrebbe dovuto vedere il film una volta completato, ma morì prematuramente nel febbraio del 1990, solo pochi mesi dopo la realizzazione del murale.
Il film che verrà presentato a Pisa diventa quindi omaggio a un grande artista che ha cambiato per sempre la storia dell’arte e della sua fruizione, oltre che un ricordo di una comunità che, apertamente, lo aveva accolto, capendo appieno il valore della sua presenza.
Il Festival
Prodotto da Andrea De Gioia e diretto da Andrea Soldani, _Tuttomondo_ è un documento unico dell’ultima stagione creativa di Keith Haring.
Grazie al prezioso contributo di Adrian Wilson, curatore di una delle più importanti collezioni di opere digitali (David Hockney, Larry River, Jennifer Bartlett e altri) eseguite al Paintbox negli anni Ottanta, l’insieme delle opere contenute in questo film, testimonia non soltanto la nascita di uno dei murali più celebri del Novecento, ma anche la riscoperta di un patrimonio digitale rimasto invisibile per oltre trent’anni.
Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia.







