FIRENZE – L’estate 2026 in Toscana si chiude con una crescita modesta ma positiva per quanto riguarda il turismo, trainata soprattutto dalla domanda estera e dalle destinazioni di montagna, mentre le città d’arte accusano un lieve calo.
È il quadro che emerge dalle prime stime del Centro studi turistici di Firenze, elaborate per Toscana Promozione Turistica su un campione di 765 imprese ricettive.
I numeri dell’estate: +0,8% di presenze, 27,5 milioni di pernottamenti
Nel complesso, le presenze estive in regione sono aumentate dello 0,8%, per un totale di circa 27,5 milioni di pernottamenti e 6,8 milioni di arrivi. A sostenere il risultato è soprattutto la componente straniera, con 15 milioni di pernottamenti (+0,9%), mentre la domanda italiana si attesta a 12,5 milioni (+0,6%). Differenze minime anche tra alberghi (+0,7%) e strutture extralberghiere (+0,8%).
Destinazioni a confronto: montagna in netto rialzo, città d’arte in calo
Le differenze più significative emergono tra le destinazioni. La montagna registra un incremento del 4,9%, nettamente superiore alla media regionale. Crescono anche campagna e collina (+1,5%) e località costiere (+1,1%). Arretrano invece città e centri d’arte (-0,2%) e località termali (-0,8%).
Tra i mercati esteri aumentano soprattutto i flussi da Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Belgio, mentre risultano in calo Germania, Stati Uniti, Spagna e Giappone.
Le dichiarazioni dell’assessore Marras: «Quadro positivo, ma non uniforme»
«I dati ci consegnano un quadro positivo, ma non uniforme», commenta l’assessore regionale all’economia, attività produttive e turismo Leonardo Marras. La riduzione della capacità di spesa e il rallentamento delle città d’arte, osserva, impongono di lavorare sulla qualità dell’offerta e sulla distribuzione dei flussi. Secondo Marras, le alte temperature hanno inoltre favorito le destinazioni costiere, collinari e montane.
Settembre quasi fermo, incertezza per l’autunno
Le prenotazioni per settembre indicano un incremento stimato di appena lo 0,2%, con oltre 6,5 milioni di pernottamenti attesi. Le prospettive peggiorano per l’ultimo trimestre dell’anno: il 34% degli operatori teme una flessione della domanda, mentre soltanto l’8,6% prevede un’ulteriore crescita.
«Il dato di settembre è incoraggiante, ma guardiamo ai prossimi mesi con prudenza», conclude Marras, indicando nella destagionalizzazione e nella competitività dell’offerta le priorità per il settore.







