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SIENA – Una “lista stupri” è stata scoperta alcuni giorni fa nei bagni maschili dell’Istituto Sarrocchi di Siena dal personale Ata.

Le scritte, immediatamente coperte con vernice, sono state denunciate alle forze dell’ordine. Questo episodio barbaro, già verificatosi in altre scuole italiane, lascia un segno indelebile, al di là dell’individuazione dei responsabili.

La preside Cecilia Martinelli ha espresso dura condanna: “Ritengo questo gesto particolarmente grave e offensivo nei confronti delle studentesse e più in generale delle donne che fanno parte della comunità scolastica e di tutte le donne in generale”. La dirigente non esclude un’emulazione: “Può darsi che si tratti di una volontà emulativa ma non va assolutamente sottovalutata”. L’istituto è già impegnato in progetti contro bullismo e cyberbullismo, coinvolgendo docenti e studenti.

Solidarietà trasversale ha investito la scuola. Il sindaco Nicoletta Fabio, profondamente colpita “non soltanto come primo cittadino, ma come donna e come insegnante”, ha sottolineato: “Da un episodio che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana”. Ha poi ringraziato la preside: “Non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità”.

Sulla vicenda è intervenuta Rossana Salluce, segretaria comunale del Pd: “Quanto accaduto al Sarrocchi dovrebbe spingerci a fermarci e a chiederci che società stiamo costruendo. Dovrebbe interrogarci su quanto siamo disposti davvero a prenderci cura delle nuove generazioni”.

Toni netti anche dall’assessora regionale Cristina Manetti: “Un gesto che non può e non deve essere derubricato a una bravata, perché colpisce direttamente le ragazze e alimenta una cultura di violenza e sopraffazione”.

Le indagini procedono, mentre la comunità scolastica reagisce unita contro ogni forma di violenza.

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