Economia a rilento in Toscana
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FIRENZE – L’economia toscana continua ad attraversare una fase di debolezza, in un contesto internazionale reso più incerto dal conflitto in Iran.

Dalla fine di febbraio, infatti, il prezzo del petrolio è tornato sopra quota 100 dollari al barile.

È quanto emerge dall’ultima nota congiunturale dell’Irpet, secondo cui il quadro regionale presenta segnali contrastanti: la produzione industriale resta negativa, mentre il turismo prosegue la crescita e il mercato del lavoro mantiene una sostanziale tenuta.

Nel secondo trimestre del 2026 le esportazioni toscane sono aumentate del 17,6%. Al netto dei metalli preziosi, tuttavia, la variazione risulta pari a zero. A pesare sono soprattutto il rallentamento del settore farmaceutico e la nuova flessione della moda, particolarmente marcata nella provincia di Firenze. Crescono invece i comparti dei macchinari e dei mezzi di trasporto, mentre si registra una ripresa dell’industria chimica.

Il turismo conferma il proprio andamento positivo. Nei primi sette mesi dell’anno le presenze sono aumentate del 2,9%, sostenute soprattutto dalla domanda proveniente dall’estero.

Segnali favorevoli arrivano anche dal mercato del lavoro. Le nuove posizioni dipendenti create sono state circa 84mila, in linea con il dato registrato nel 2025. Rallenta, però, la crescita dell’occupazione, salita dell’1,1%.

In diminuzione il ricorso agli ammortizzatori sociali: nel primo semestre il fenomeno ha riguardato il 6,3% dei dipendenti industriali, contro il 7,1% dello stesso periodo del 2025. Il dato resta comunque superiore ai livelli del 2024 e tornano a crescere gli interventi legati a crisi e ristrutturazioni.

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