CAPANNORI (LU) – Villa Reale di Marlia, nei pressi di Lucca, inaugura “Mimì. Anna Laetitia Pecci Blunt: la sua anima in un archivio. La vita, gli appunti e le immagini”.

Una mostra che celebra la figura di una donna raffinata e straordinaria, eclettica mecenate, che proprio qui, sua residenza estiva, ospitò e portò alla fama i più importanti nomi dell’arte, del teatro e della letteratura del Novecento, da Salvador Dali a Jean Cocteau a Alberto Moravia.

L’esposizione è a cura di Roberta Martinelli, le ricerche storiche e i testi sono di Simonetta Giurlani Pardini, il progetto di allestimento è di Beatrice Speranza, il video ritratto è di Giulia Vannucci. È promossa da Henric e Marina Grönberg, proprietari di Villa Reale di Marlia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dall’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, e rimarrà aperta fino a domenica 17 dicembre 2023. È ambientata nella nuova ala della Palazzina dell’Orologio, nella grande cucina al piano terra che era il centro di fantastiche serate e che per la prima volta viene aperta al pubblico. Documenti della vita di Mimì, come i suoi dischi, le sue riviste, la sua collezione etnografica e i cimeli appartenuti a Papa Leone XIII, sono conservati negli spazi del primo piano della palazzina.

Ricorrendo il centenario dell’acquisto da parte della famiglia Pecci Blunt della Villa Reale di Marlia, i nuovi proprietari vogliono rendere omaggio a Mimì che, con determinazione, convinse il marito Cecil ad acquistarla. Dopo aver restituito alla villa l’aspetto Primo Impero reperendo arredi originali, la contessa l’ha utilizzata con lo stesso mecenatismo che aveva contraddistinto la politica di Elisa Baciocchi Bonaparte. Ma questo non è il solo trait-d’union fra le due donne che curiosamente anche a Parigi, pur a un secolo di distanza, hanno abitato nello stesso quartiere, ad appena 600 metri l’una dall’altra. Individuando il collegamento ideale e pratico tra i fasti del periodo della Principessa Elisa Bonaparte, proprietaria della villa tra il 1806 e il 1814, e la valorizzazione della villa concepita e realizzata da Mimì, l’associazione ha potuto far emergere la linea di continuità che ha caratterizzato lo straordinario complesso monumentale di Villa Reale di Marlia, segnandone il suo destino di luogo della cultura e dell’arte.

Anna Laetitia Pecci Blunt ha lasciato a Marlia un archivio creato da lei stessa, che è una vera e propria autobiografia. A partire dal suo atto di nascita, ritagli di giornale, fotografie, lettere, documenti datati e catalogati, Mimì emerge come protagonista della vita mondana internazionale, ma soprattutto come una mecenate impegnata costantemente nel diffondere le nuove tendenze culturali e nel sostenere le avanguardie artistiche. Creò nella sua dimora, tanto amata, un circolo artistico e intellettuale dove si riunivano poeti, artisti e musicisti come Dalì, Cocteau, Valery, Poulenc e Claudel, rendendo questa villa lucchese il cuore del mondo artistico e insieme luogo di grande ispirazione e di stupende amicizie. Delle sue feste si parla sulle riviste del tempo, come Vogue, che riportano i nomi degli ospiti più illustri. Dai suoi scatti fanno capolino i più grandi nomi della cultura moderna ritratti a bordo piscina o intenti in una danza o in uno spettacolo in costume nelle numerose feste dedicate all’arte e alla creatività. Ogni momento della sua vita viene fissato attraverso foto quasi sempre fatte da lei, accompagnate da date, luoghi e nomi dei presenti. Non mancano commenti ironici e acuti, scritti con la sua calligrafia minuta, molto precisa, che ci fanno capire la sua personalità complessa.

Il progetto della mostra, del catalogo e la grafica, sono di Beatrice Speranza, fotografa e architetto.

La mostra e l’allestimento

Un’installazione collocata nelle ex-cucine, dove i Pecci Blunt organizzavano le loro feste, dà inizio al percorso espositivo con tre pannelli luminosi, come i giochi di luce da lei stessa ideati per questa sala: il primo porta sullo sfondo lo stemma araldico di Papa Leone XIII ed evidenzia le principali tappe della vita di Mimì con i ritratti di lei e degli amici; il secondo presenta parte della sua raccolta della rivista Vogue e gli articoli che parlano di lei e le sue feste; il terzo mette a confronto l’influenza della cultura e della “mondanità” dell’epoca, dai rivoluzionari Balletti Russi alle spettacolari feste di Mimì, inclusi i giochi e gli eventi privati. In questa sala è possibile affacciarsi nell’angolo bar con gli originali collage a parete che lei tanto amava.

La sala messa a disposizione da Villa Reale è proprio una delle sale in cui Mimì organizzava le feste e le messe in scena teatrali: la cucina all’interno della Palazzina dell’Orologio. Per questa sala, Mimì aveva studiato dei giochi di luce e utilizzato dei collage realizzati con le sue foto per rivestire le pareti dell’angolo bar adiacente alla sala. Qui, tre totem luminosi con stampe su stoffe realizzati da Allestend di Alessandro Cattani, riassumono la sua vita, i suoi amici, le sue passioni.  Punto focale della mostra è il video ritratto realizzato da Giulia Vannucci. Nella palazzina si trova anche una ricca collezione di bambole etniche, acquistate da Mimì durante i suoi viaggi, che fanno intuire il suo interesse per l‘etnografia, scienza in pieno sviluppo in quegli anni.

Una seconda parte del racconto è un vero approfondimento delle tappe principali della vita di questa straordinaria mecenate: un libro ricco di immagini e grafiche colorate e accattivanti sottolinea lo spirito giocoso e il dinamismo di questa donna straordinaria. Tutte le immagini storiche sono tratte dagli album fotografici di Mimì, conservati nell’archivio di villa Reale di Marlia e nell’archivio Pecci Blunt. All’interno del libro nella pagina del colophon un qr code rimanda direttamente, on line, al video su Mimì.

https://villarealedimarlia.it/visita/orari-e-costi/

 

Articolo precedenteUn mese di cinema gratis in Manifattura Tabacchi. Al via l’arena estiva della Fondazione Stensen
Articolo successivoEdith PIAF, hymne à l’amour. La Lyric Dance Company torna sul palco dell’Estate Fiesolana