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FIRENZE – Il settore della moda pelle mostra i primi segnali di ripresa, ma non ancora diffusi a tutti gli indicatori economici.

È quanto emerso stamani da un confronto nella sede della Città Metropolitana di Firenze sulla pelletteria di alta qualità e lusso, che vanta sull’asse Firenze-Scandicci uno dei distretti produttivi internazionali più vasti.

Il direttore dell’Irpet Nicola Sciclone ha delineato il quadro: “Il comparto della moda entra nel nuovo anno con segnali di difficoltà meno marcati rispetto al picco negativo osservato nel trimestre che precede la crisi, però i segnali di ripresa non sono ancora estesi a tutti gli indicatori economici e non hanno un’intensità tale da farci presagire una rapida e consistente inversione di tendenza”.

Positivi, in particolare, i dati sulle esportazioni: “Il terzo trimestre del 2025 dà segnali positivi dell’export”.

La sindaca metropolitana Sara Funaro ha sottolineato l’impegno istituzionale: “Il settore sta attraversando da tempo un momento di crisi. Noi avevamo già convocato un primo tavolo metropolitano, questo è il secondo. È un tavolo dove siamo con tutti gli stakeholder per affrontare, analizzare e fare la nostra parte, per quel che possiamo fare”.

Dal territorio di Scandicci, che ospita le fabbriche di quasi tutti i marchi mondiali più famosi, la sindaca Claudia Sereni ha tracciato un bilancio amaro del 2025, definito “l’anno più nero”.

Per il 2026, però, si profilano “nuove strategie globali per grandi marchi e vedremo piano piano tornare anche le nuove collezioni”. Sereni ha ribadito la volontà del settore di “rimanere in Italia, di voler investire in Toscana”, ma ha evidenziato criticità: “C’è un tema fortissimo di ricaduta che è quello sulle quantità, quindi sui volumi”.

Le aziende hanno dimostrato “una fortissima resilienza”, attendendo da anni una svolta. “Quello che noi abbiamo compreso è che non c’è da aspettare neanche un anno”, ha aggiunto Sereni, citando esempi concreti.

Gucci, “il nostro motore di lavoro”, terminerà a febbraio una nuova collezione che partirà nei primi mesi dell’anno. Kering, invece, terrà un meeting con gli investitori ad aprile in loco. Tuttavia, “siamo su quel limite di ripresa dove i piccoli continueranno ad avere una prospettiva nera davanti a sé”.

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